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Sicurezza, l’appello della Fisascat Cisl: “Più controlli e sicurezza per i quartieri e per il commercio, che è lavoro”

12208796_10205152946609380_1889530348500380550_n-1(Silvia Avanzino, segretario generale Fisascat Liguria)

di Monica Di Carlo

Rapine in farmacia, il sindacato chiede un incontro con Federfarma e la Prefettura

Sempre meno sicurezza che danneggia le aziende alle prese con la crisi e non si rado mette a repentaglio anche l’incolumità dei lavoratori. Silvia Avanzinio, segretario generale della Fisascat Cisl Liguria, lancia un appello perché aumentio il presidio del territorio da parte delle forze di polizia: <Ci rendiamo conto che anche loro sono state oggetto di continui tagli e che non hanno più a disposizione le forze di un tempo – dice Avanzino -, ma è necessario presidiare il territorio, oggi più di prima. Una volta erano i negozi, con le loro vetrine illuminate e il viavai dei clienti, a rendere più sicure le vie della città. Ora, a causa della crisi e della diminuzione della popolazione e, quindi dei consumi, molte attività hanno chiuso. Hanno chiuso anche botteghe che avevano una storia, che attraevano i turisti. Occorrerebbe un presidio serrato da parte delle forze di polizia che, però, a furia di tagli, non è più possibile. Così, ci sono zone del centro completamente abbandonate e altre, in periferia, che lo sono ancora di più>.
Così, i pubblici esercizi che lavorano la sera soprattutto (ma non solo) nel centro storico scontano la carenza di sicurezza. Spesso, titolari e dipendenti, insieme ai clienti, si trovano in situazione di rischio o di invivibilità, ad esempio, dei propri dehors a cusa della molesta presenza di ubriachi e spacciatori che fanno scappare i clienti. La carenza di sicurezza di certe zone fa diminuire anche i clienti che preferiscono fare la spesa in zone in cui si sentono più tranquilli. A tutti questi problemi, negli ultimi giorni, si è aggiunto quello del misterioso ladro-vandalo che nottetempo sfascia le vetrine per rubare il fondo cassa. Il “costo” per le attività è spesso molto alto, non tanto per la quantità di denaro rubato, quanto per la riparazione dei danni e la sostituzione dei vetri. Ad attività messe alla prova dalla crisi, non servono altri conti da pagare. Ora le forze di polizia cercano di individuare il responsabile grazie ai filmati delle telecamere. Certo che, se ci fosse più presidio, se ci fossero più auto della polizia in giro, le zone della città, comprese quelle più centrali in cui operano gli autori delle spaccate delle notti scorse, non sarebbero abbandonate alla mercè dei malintenzionati.
C’è poi il problema legato a tutte quelle attività che fanno “girare” grandiquantità di contanti, ad esempio, le farmacie. Sono ben cinque quelle che hanno subìto rapine negli ultimi giorni.  <C’è a rischio la pelle dei lavoratori – prosegue Avanzino -. Per quanto riguarda le farmacie comunali, a forza di insistere con la proprietà, sono state introdotte misure che mirano a linitare il rischio. Si tratta di una cassa continua blindata in cui i lavoratori inseriscono i soldi mano a mano che vengono incassati e alla quale non possono accedere per il ritiro. Abbiamo anche dovuto insistere perché alcun lavoratore venga mai lasciato da solo, situazione che aumenta il fattore di rischio. I lavoratori delle farmacie comunali sono, attualmente 8, dei quali solo due sono uomini. Ora chiediamo un incontro con Federfarma e la Prefettura  per chiedere di aumentare la sicurezza nelle farmacie private. Non è possibile che i lavoratori siano lasciati alla mercè dei delinquenti>.

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