Proteste in consiglio regionale. I rappresentanti dei balneari chiedono aiuto. Scajola: “Fermiamo le gare”

Presidio dei lavoratori della polizia provinciale e dei lavoratori della ex Provincia. Protestano anche gli esodati e i lavoratori Atp

beach_levantoI gestori di stabilimenti balneari si sono presentati oggi in consiglio regionale per chiedere alla giunta di fermare le arte delle concessini demaniali previste dalla legge che recepisce la normativa europea Bolkestein. <Finché ci sarà la giunta Toti, non ci saranno gare per la gestione delle spiagge ha detto oggi in Consiglio regionale l’assessore al Demanio Marco Scajola – Se il governo Renzi non si farà sentire con l’Europa come ha fatto la Spagna abbiamo già pronta una legge che prevede gare ogni trent’anni. Andremo allo scontro, perché vogliamo difendere i nostri imprenditori. Il rischio è che vengano magari grandi gruppi economici tedeschi a gestire le spiagge liguri>.
Dopo la soddisfazione per il voto favorevole a larga maggioranza del Consiglio Regionale sull’odg che invita il governo a attivarsi subito per superare le aste della Bolkestein, nella parte turistica e balneare, garantendo alle imprese le concessioni per un periodo transitorio di almeno 30 anni, l’assessore al demanio della Regione Liguria Marco Scajola ha annunciato una novità : la bozza di un disegno di legge ad hoc per assicurare alla categoria la continuità lavorativa e la possibilità di investire nelle loro strutture a favore del turismo.
Per la Regione Liguria il governo deve fare la propria parte,” ma vista la lentezza con la quale procede, se continuerà a non affrontare con decisione e rapidamente la questione dei balneari la giunta Toti, è pronta a fare la sua di parte”, afferma Scajola.
<Siamo fra le regioni più “colpite, con cento chilometri di spiagge e tremilaottocento concessioni balneari – ha spiegato spiega Scajola -, dobbiamo difendere aziende che si portano dietro tante storie familiari, anni di lavoro e di sacrifici che non possono essere bruciati dalla prima multinazionale tedesca che arriverà grazie alle aste della Bolkestein, contiamo davvero in un intervento rapido del governo che con l’aiuto dei parlamentari liguri e del Parlamento. Il rinvio alla Corte di Giustizia Europea della decisione sulla legittimità della proroga al 2020 ha ulteriormente peggiorato alla situazione. I tempi di tale decisione non sono fissati e le scadenze si avvicinano. Il governo italiano non può lasciare migliaia di cittadini in balia di una sentenza, qualunque essa sia>.
«Il riordino del settore balneare è una priorità per l’economia ligure, oltre che di quella italiana, che ha nel turismo uno dei propri motori principali: auspichiamo ora una tempestiva e forte azione della giunta regionale nei confronti del governo affinché si metta la parola fine a questa situazione di incertezza». È il commento di Giovanni Canale, coordinatore Oasi-Confartigianato Liguria, alla notizia dell’approvazione in consiglio regionale dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio (Forza Italia), con il parere positivo dell’assessore al Demanio Marco Scajola, che impegna presidente e giunta ad attivarsi con urgenza per ottenere una soluzione normativa che, anticipando la prossima sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla proroga al 2020 delle concessioni demaniali, possa garantire alle imprese
familiari del settore balneare un periodo transitorio non inferiore ai trent’anni. Come precisato nell’odg, è necessario, a questo scopo, un confronto tra le categorie per poter avviare a un tavolo tecnico tra governo e associazioni.
L’obiettivo è superare la direttiva Bolkestein che, con l’imposizione all’asta delle concessioni, metterebbe subito sotto scacco migliaia di micro e piccole imprese familiari, impotenti di fronte alle grandi multinazionali in sede di gara: «Con quasi 4 mila concessioni balneari siamo tra le regioni più colpite dalla direttiva – conclude Canale – le conseguenze dell’asta delle concessioni sarebbero gravissime in termini occupazionali ed economiche, oltre al fatto che la direttiva
sbriciolerebbe anni di lavoro, sacrifici e investimenti».

Protesta davanti all’aula dei lavoratori della Polizia Provinciale e dei dipendenti della ex Provincia, molti dei quali non sono ancora stati ricollocati. Hanno esposto uno striscione che recitava “Provincia di Genova disoccupata”.
Sono arrivati anche i lavoratori dell’Atp, l’azienda di trasporto della Provincia di Genova oggi in sciopero per 4 ore Temono di perdere il loro posto di lavoro e chiedono certezze per il futuro dell’azienda.
Nell’aula del consiglio, invece, gli esodati che si sono seduti nello spazio dedicato al pubblico con la maglietta “Io sono esodato”.

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