Le prospettive di Ilva a Genova analizzate dalla commissione consiliare

La condizione e le prospettive dei lavoratori dell’Ilva di Genova sono state analizzate questa mattina dalla commissione consiliare VI – Sviluppo Economico, con l’audizione delle organizzazioni sindacali alla presenza dell’assessore Emanuele Piazza.

«Non è più il tempo di pensare all’Ilva solo in termini ambientali e finanziari, ma di ricominciare a pensare al mercato, al prodotto, all’industria, a un piano industriale e a una prospettiva per l’azienda». È questo il concetto centrale, più volte ripetuto, dell’intervento introduttivo dell’assessore. Non è più tempo, inoltre, «di pensare a Ilva riferendosi solo a Taranto. Anche Genova è importante, sono importanti le lavorazioni che vi si svolgono, sono importanti 1.636 lavoratori genovesi». Piazza ribadisce l’impegno dell’amministrazione comunale per la realizzazione dell’accordo di programma del 2005, cercando un rinnovato rapporto con tutte le parti interessate: non solo azienda e sindacato, ma anche Regione e governo, a partire dall’incontro di domani con il sottosegretario Claudio De Vincenti e dalla riunione del Comitato di vigilanza, prevista per martedì 3 novembre.

I rappresentanti sindacali e i lavoratori intervenuti hanno espresso una forte preoccupazione per la scadenza del 1° gennaio, quando la cassa integrazione potrebbe ridursi al 60 per cento. I sindacati stimano che in questi anni ogni dipendente abbia subito una perdita economica di circa 50 mila euro, con grave danno per le famiglie e nell’impossibilità di accedere a prestiti e mutui. Solo il ricorso ai lavori socialmente utili ha in parte mitigato il disagio. Lo stesso regime di amministrazione straordinaria danneggia i lavoratori, che non chiedono sovvenzioni, ma lavoro. Il valore delle competenze presenti a Genova è molto elevato e merita di essere investito per il profitto dell’azienda e dell’intera nazione.

Se la siderurgia è, come dice il governo, strategica per l’Italia, allora non si può prescindere da Genova, dal suo patrimonio di competenze e dalle sue produzioni di elevato valore tecnologico, che potrebbero essere potenziate con poca spesa.

Il comitato di vigilanza non sembra aver vigilato molto bene, se l’accordo di programma del 2005 non è ancora stato applicato: è necessario un forte impegno per avviare a soluzione il problema. Quell’accordo vincola all’utilizzo delle aree di Cornigliano il destino di tutti i lavoratori. Una prescrizione lungimirante, di cui i sindacati rivendicano la paternità.

Tutti i gruppi intervenuti hanno condiviso la posizione e l’impegno della Giunta. Vari consiglieri hanno espresso la disponibilità a collaborare personalmente nella vigilanza e nell’interlocuzione con i soggetti interessati.

Nella replica l’assessore Piazza ha sottolineato la comunanza di Consiglio e Giunta nell’impegno per il futuro dell’Ilva di Genova e, ringraziando i sindacati e i lavoratori intervenuti, si è impegnato ad agire perché il Comitato di vigilanza non sia più un mero organismo formale. «È necessario che “stia sul pezzo”, intervenendo su analisi verifiche e scelte». C’è una «connessione stretta tra quei lavoratori e quelle aree», conferma l’assessore, che ribadisce l’impegno a «portare le scelte industriali su Genova e su Cornigliano» e a «lavorare sodo perché le istituzioni non arrivino impreparate all’inizio del prossimo anno».

In conclusione, l’assessore ha accolto la proposta, venuta dall’aula e formalizzata dal presidente Lucio Padovani, di incontrare nuovamente la VI commissione subito dopo la riunione del Comitato, tra il 3 e il 10 novembre, e di dedicare all’argomento la seduta di Consiglio di martedì 10.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: