Meteo, mercoledì in mattinata il rischio di forti piogge. Le previsioni di Limet

Una metà settimana con qualche incertezza meteorologica ma poi un andamento relativamente tranquillo con un innalzamento delle temperature. Ne parliamo con Vittorio Scrivo redattore e previsore di Limet

Quale sarà l’andamento meteorologico della settimana?

La prima metà della settimana corrente il Nord-ovest italiano verrà impegnato da una vasta area depressionaria, facente capo ad un organizzato sistema perturbato di origine atlantica. Per la nostra regione saranno essenzialmente due le fasi “calde”: la prima occuperà il “range” temporale compreso tra la serata di domani, martedì 27, e la mattinata di mercoledì 28, fase che noi addetti ai lavori chiamiamo “pre-frontale”; seguiranno poche ore di “stanca” prima di una riaccensione dei fenomeni a partire dallo stesso tardo pomeriggio, e che ci traghetteranno fino all’alba del giorno dopo, giovedì 29. Per la seconda parte della settimana i modelli matematici sono tutti concordi nel delineare una graduale rimonta da parte dell’alta pressione sub-tropicale sul bacino del mediterraneo e sull’Europa centro-occidentale tutta, a recare condizioni di tempo stabile e prevalentemente soleggiato, oltre che un discreto aumento delle temperature.

Ci saranno eventi particolarmente clamorosi?

Da giorni la nostra attenzione è concentrata su quella che ormai è tristemente nota in Liguria come la fase “pre-frontale”, e cioè le ore che precedono il transito del vero e proprio fronte perturbato, quindi lo spazio temporale compreso tra il tardo pomeriggio di domani e la mattinata di mercoledì. In questi particolari frangenti, la sinottica molto spesso depone a favore dell’incontro /scontro tra venti di natura e provenienza opposte, da una parte la fredda e secca tramontana scura, in discesa delle bassure padane piemontesi, e dall’altra il caldo e umido scirocco, in risalita dal mar Tirreno. Siffatti conflitti sono soliti dar vita ad insidiose strutture temporalesche, riconoscibili dalle immagini radar e satellitari dalla peculiare forma a “V” (da qui il nome “V shaped”), la cui stazionarietà in loco (“autorigeneranti”) dipende quasi esclusivamente dalla più o meno forza di spinta di una corrente (Tramontana scura e Scirocco) rispetto all’altra. Diciamo subito però che, per quanto riguarda la fase in questione, diamo come tendenzialmente improbabile l’instaurarsi di fenomeni di questo tipo, o comunque dai connotati particolarmente rilevanti, essenzialmente a causa della mancanza di un sufficiente richiamo di aria caldo-umida dalle basse latitudini del Mediterraneo, e conseguentemente un mediocre apporto di energia termo-convettiva. Il momento più propenso ad episodi simili potrebbe eventualmente porsi a cavallo tra la notte e le prime ore della mattinata di mercoledì. Ciò non deve tuttavia indurci ad abbassare la guardia: i quantitativi pluviometrici potenzialmente precipitabili restano piuttosto elevati, ed elevate rimangono quindi le possibilità di locali allagamenti e/o smottamenti.

La colonnina del mercurio ha ripreso a salire dopo le basse temperature dell’inizio della settimana scorsa. Cosa dobbiamo aspettarci per questa?

Nella prima parte della settimana, quindi fino a giovedì, il quadro termico si manterrà per lo più stazionario, solo i valori massimi potranno subire una qual certa flessione in virtù dello scarso soleggiamento, sia delle ipotetiche forti precipitazioni. Dalla giornata di venerdì avvertiremo un drastico cambio di rotta: la graduale elevazione anticiclonica verso le nostre latitudini cagionerà un progressivo incremento delle temperature, che lungo la costa torneranno a varcare diffusamente e agevolmente la soglia dei 20°C.

Che inverno si prefigura?

Non lo sappiamo. Sebbene sembri che qualcuno abbia trovato la chiave di lettura dell’atmosfera, e cioè ciò che di più caotico e imprevedibile esiste sulla faccia della terra, anche sul lunghissimo termine, noi preferiamo attenerci alle classiche previsioni a tre giorni di distanza.

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