Commercio 

Piazza a Rixi: “Ambulanti, terminati i controlli del Durc, attendiamo le nuove norme regionali”

piazza

La questione Durc è di quelle spinose. Il Comune, scaduta la moratoria regionale, per legge, dovrebbe revocare le concessioni di occupazione suolo nei mercati e nelle fiere a tutti quei commercianti che non sono in regola col “Documento unico di regolarità contributiva”. Parte degli ambulanti sta combattendo (con tanti di manifestazioni e invasioni del consiglio comunale) una battaglia per la cancellazione dell’obbligo di essere in regola con le tasse per avere in concessione un’area pubblica, un’altra più corposa parte (che viene capitanata dalle associazioni di categoria Fiva Ascom, Anva Confesercenti e Aval) chiede che la legge sia applicata per non consentire la concorrenza sleale di chi non paga a coloro che, invece, lo hanno sempre fatto, ovviamente distinguendo chi non paga “per sistema” da chi ha smesso di pagare a causa della crisi economica.
Oggi l’assessore comunale allo sviluppo economico, Emanuele Piazza (nella foto), ha scritto all’assessore regionale Edoardo Rixi che ha promesso di intervenire varando un  nuovo strumento sulla regolarità contributiva degli ambulanti, piu’ snello, in cui non confluisca, come nel caso del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, tutta la situazione contributiva e previdenziale del titolare. Si chiamerà “carta di esercizio” o “carta dei servizi” e sostituirà l’obbligatorietà del Durc per gli ambulanti. Finché non sarà approvato, però, il Comune, deve attenersi alle precedenti regole.
Il Comune di Genova – fanno sapere da palazzo Tursi, sta procedendo, come prevede la normativa regionale, all’acquisizione del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, degli operatori che esercitano il commercio su suolo pubblico, sia in forma itinerante sia con posteggio in concessione. <Su questo argomento – recita una nota del Comune – l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Genova, Emanuele Piazza, ha spedito questa mattina una lettera all’assessore regionale Edoardo Rixi, nella quale informa che l’Amministrazione comunale ha ultimato una prima fase di controlli sulla correttezza della situazione contributiva coinvolgendo circa 2.650 operatori attraverso l’interrogazione del portale telematico messo a disposizione da Inps. Si rende ora necessario un ulteriore approfondimento su alcune posizioni rimaste dubbie dopo l’interrogazione del sistema. A questo punto, Palazzo Tursi prima di procedere ad adottare le sanzioni previste dalla norma regionale, in modo da garantire parità di trattamento a tutti gli operatori, auspica che siano assunti i provvedimenti normativi di riforma della disciplina che la Regione Liguria ha ribadito di voler adottare>.
Rixi, annunciando la nuova regolamentazione (non ancora approvata) aveva spiegato che <La misura si è resa necessaria per il protrarsi della crisi economica. Alla scadenza dei due anni di sospensione del Durc, le associazioni del comparto hanno manifestato il perdurare delle difficoltà per gli operatori ad assolvere gli obblighi imposti dalla rigidità del Durc in cui, è bene ricordarlo, confluisce nella situazione contributiva-previdenziale dell’impresa anche quella del titolare. Banalmente rischiavano di vedersi negare l’autorizzazione a operare quegli ambulanti che hanno magari una pendenza con Equitalia legata a una multa presa in auto>. La proposta contiene anche la valutazione di modalità per dare contributi e agevolazioni finanziarie per un importo massimo tra i 10 e i 15 mila euro per le imprese che intendono regolarizzare la propria posizione contributiva. <Stiamo ragionando su varie ipotesi – aveva spiegato Rixi – tra cui la costituzione di un fondo regionale di garanzia e prestiti bancari a tasso agevolato: contiamo di arrivare a una sintesi, con un apposito provvedimento, entro l’autunno. Lo scopo è quello di aiutare le imprese che davvero vogliono mettersi in regola e che fino a ora non ci sono riuscite per evidenti difficoltà economiche e non perché hanno voluto aggirare i propri obblighi. Verso chi non vorrà mettersi in regola, chiederò ai Comuni di essere inflessibile: non è possibile tollerare oltre il dilagante abusivismo commerciale>.

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