La tragica storia di Constance “wife of Oscar Wilde”

E’ il 1899, un giorno ventilato di primavera, davanti all’entrata principale del cimitero di Staglieno, un uomo, avvolto nella sua sciarpa, lo sguardo cupo e chino entra nella monumentale necropoli genovese.

I quattro operai impiegati alle sepolture che chiacchierano in uno spiazzo danno un’occhiata distratta a quella persona triste, non ci fanno caso particolarmente perchè non si è mai vista gente molto allegra da quelle parti. Eppure quei quattro becchini hanno la fortuna di incrociare lo sguardo con uno dei principali protagonisti della letteratura mondiale, un uomo che ha provocato ammirazione e scandalo ma in quel momento, un uomo afflitto da terribili rimorsi mentre si incammina per il viale alberato che va verso il cimitero inglese: lui è Oscar Wilde. Cosa fa, l’autore delle brillanti commedie lette in tutto il mondo, a Genova? E’ venuto a salutare dopo un anno dalla sua morte una persona che gli ha voluto bene e che più di tutti ha subito l’onta e la vergogna delle sue disavventure, sulla croce di marmo avvolta dall’edera davanti a lui c’è il nome di Constance Mary Loyd, la moglie di Oscar Wilde.

La storia di questa donna ricalca in un tragico percorso quella dell’illustre scrittore. Lei appartenente all’agiata borghesia britannica, colta e brillante, giornalista, figlia di un avvocato e discendente di una ricca famiglia irlandese da parte di madre,

Ma quel momento magico coronato dalla nascita di due bambini Cyril e Vyvyan diventa un orrido precipizio di tristezza e dolore quando viene rivelata l’omosessualità del marito che nel frattempo aveva intrecciato la sua travolgente relazione con Alfred Douglas. Constance crede al marito, alle sue smentite, pure quando il padre di Douglas lo dichiara pubblicamente “sodomita”.

Constance è innamorata di Oscar senza alcun tentennamento ma la società vittoriana inglese non ammette un simile scandalo: condanna lui ai lavori forzati e lei ai margini della società. Constance non regge l’urto di una tale onta, quando deve ammettere di fronte all’evidenza che il marito la tradiva con un uomo, con i figli fugge in Liguria.

La condanna di Wilde manda in rovina la famiglia e la Constance che arriva a Nervi è riuscita a racimolare un piccolo gruzzolo di denaro vendendo tutti i beni dei Wilde. Lei che amava la letteratura, Dante in particolare, che parlava correntemente francese e italiano ha un’unica preoccupazione che è quella di mettere al riparo i figli dalla vergogna e dalle ripercussioni del primo scandalo che si può definire “planetario”. Cambierà il loro cognome in un più anonimo Holland e toglierà le bizzarre “y” dal nome del secondo genito. Constance non dimentica, però, il marito. Sarà lei a comunicargli, andandolo a trovare in carcere, la morte della madre e in cuor suo spera che alla fine di quella bufera lui possa tornare con la sua famiglia, nonostante la separazione che lei è stata costretta a chiedere. Intanto dall’albergo di Nervi si trasferisce a “Villa Elvira” a Bogliasco.

Manda i figli in collegio perché una infezione alla spina dorsale le impedisce quasi i movimenti e perché teme che il ritorno del marito possa essere pericoloso per i due bambini. I comportamenti di Oscar, nonostante lei continuasse ad amarlo, la turbavano profondamente. Wilde, però, anche alla fine tradisce le attese della moglie e una volta libero viene in Italia per avere ancora un incontro con il suo amato Alfred. Constance capisce che lo ha perso per sempre e si sottopone a un rischioso intervento chirurgico per risolvere le sue ormai precarie condizioni di salute. Un intervento che sarà fatale. Morirà il 7 aprile del 1898. Quando l’anno dopo il marito va sulla sua tomba coprendola di rose scarlatte lo scandalo è ancora molto vivo nelle cronache mondane e solo dopo diversi anni alla croce verrà aggiunta una lapide in marmo con l’iscrizione “Wife of Oscar Wilde”.

Ancora oggi a poche decine di metri dall’entrata potete visitare quella tomba e ricordare per un attimo la storia semplice e appassionata di una donna che amò il marito e che del tutto incolpevole fu condannata e perseguitata dalla bigotta morale della vecchia Inghilterra di allora.

2 thoughts on “La tragica storia di Constance “wife of Oscar Wilde”

  1. Nella società vittoriana in particolare, ma ancora oggi sopravvive la tendenza a sopravvalutare il giudizio altrui e a far dipendere la nostra serenità non dai nostri convincimenti ma dal parere del prossimo.Il bigottismo, con le sue sentenze di condanna,esiste tuttora – dal caso Lewinsky a Berlusconi – e rappresenta una delle forme più alte di stravolgimento del messaggio di Cristo che invece ci ammonisce: ” Chi è senza peccato scagli la prima pietra”

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