È scomparsa Gianna Della Torre, la pasionaria della Maddalena

12077003_10204898628285946_587233162_nNon si è mai tirata indetro quando si trattava di lottare per la vivibilità del centro storico, lei che era la pasionaria della Maddalena, una delle zone più difficili, dove al degrado si aggiunge l’attività della criminalità organizzata che troppo a lungo ha frenato il recupero. Lo ha fatto quando era più difficile. Erano i tempi in cui l’allora procuratore della Repubblica, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, smentiva ogni presenza di mafie all’ombra della Lanterna nella zone dove, qualche tempo dopo, sono state più di un centinaio le case sequestrate all’organizzazione. Lo ha fatto rimanendo sempre in prima linea, senza aver timore di esporsi, denunciando. Ora Gianna Della Torre ha lasciato la gente della Maddalena incredula e addolorata per la sua scomparsa, a causa di un infarto, qualche giorno dopo un intervento chirurgico che, aveva detto agli amici che l’avevano chiamata, era andato bene. Aveva confermato anche al figlio, ieri mattina, che tutto andava per il meglio. Due ore dopo, all’improvviso, il suo cuore così grande, così buono, ha deciso di fermarsi.
Era stata una delle prime attiviste della difesa e del recupero del centro storico insieme ai molti residenti che già negli anni Ottanta si battevano perché la città vecchia non cadesse in preda al degrado e alla criminalità. Molti di loro hanno ormai lasciato il passo alle nuove generazioni. Lei no. Era consigliera del Comitato liberi cittadini della Maddalena e aveva contribuito alla realizzazioni di recenti iniziative quali il “Maddavolley” e il mercatino dell’usato. Amava il suo quartiere e non si era mai risparmiata per difenderlo. Una delle ultime battaglie era stata quella contro un locale fracassone che calamitava la criminalità, contro il quale aveva contribuito a raccogliere centinaia di firme da portare in Questura per chiederne l’intervento e anche quella volta l’aveva spuntata. Era profondamente antifascista (aveva recentemente partecipato a una manifestazione contro Forza Nuova), una comunista alla vecchia maniera. Lo era sempre rimasta, senza mai trasformarsi, quasi che il suo ideale, così puro, così determinato, non potesse essere intaccato nè dai tempi nè dagli accadimenti. Nonostante questo, negli anni Ottanta e Novanta non si era mai rifiutata di collaborare anche quando si trattava di combattere battaglie per la sicurezza e la vivibilità insieme ai portabandiera di altri comitati di zona di diverso orientamento politico se riteneva che il fine fosse pratico, giusto e condivisibile. Proprio in questo modo aveva contribuito in maniera determinante ad ottenere fondamentali risultati per la vivibilità del centro storico molto prima che questo diventasse turistico e che i riflettori dell’intera città si puntassero su di esso.
Impegnata in politica (era consigliera di circoscrizione nel Centro Est, eletta come indipendente nelle liste del Sel), nel sociale oltre che nella difesa della vivibilità del quartiere, non si era mai risparmiata per conquistare alla sua famiglia e alla gente della zona in cui viveva quella serenità alla quale ogni cittadino, ogni bimbo, ogni famiglia avrebbe diritto. Soprattutto, era una persona buona, sempre pronta ad aiutare gli altri anche sacrificando se stessa. Lascia i figli, le nuore, gli adorati nipoti e decine e decine di “vicini di casa” che l’hanno rispettata e le hanno voluto bene.
Oggi, chi vorrà potrà salutarla alle 12 all’ospedale della Colletta di Arenzano. I funerali si terranno nella chiesa delle Vigne, a due passi da casa sua, nel quartiere che amava, mercoledì alle 11.45.
Per sabato sera i “Liberi cittadini della Maddalena” hanno organizzato una cena condivisa in piazza Cernaia <per ricordarla laicamente tutti insieme>.  Ognuno deve portare qualcosa da bere e/o mangiare da condividere con gli altri, proprio come ha sempre voluto lei.

Ieri sera, il quartiere della Maddalena l’ha salutata così.

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