Calenda, appello all’unità della nautica. Sei milioni per portare le aziende alle fiere nel mondo, Nautico compreso

CONVEGNO INAUGURALE

Il viceministro dell’Economia Carlo Calenda ci crede, punta sul rilancio del settore della nautica e chiede unità alle aziende. <Questo e’ il Salone della ripresa – ha detto -. È un Salone che punta all’eccellenza e guarda al mercato internazionale. È una manifestazione fatta per le imprese. C’è la netta sensazione di vivere una pagina nuova. La
nautica sta dando una grande mano al Paese, e’ un settore di grande eccellenza dell’Italia>.
<Il Governo – ha continuato il viceministro – ha varato un piano di sostegno al Salone di Genova che è considerato uno dei grandi eventi del made in Italy nel mondo. Dobbiamo continuare a sostenerlo aiutando in particolare i piccoli e medi cantieri ad andare nei grandi boat show internazionali dove vendono ma dove le spese di trasferimento sono molto alte>.
<Abbiamo investito 6 milioni di euro nel piano dell’export – ha raggiunto – suddivisi su un anno e mezzo e orientati per circa la metà al rafforzamento del Salone e per il restante alla copertura degli altri saloni nel mondo, circa una trentina>.
<La nautica italiana deve ritrovare compattezza – ha incalzato il viceministro, alludendo all’uscita di una quindicina di aziende da Ucina e alla costituzione di un’associazione battezzata “Nautica Italiana” -. Il settore abbia una voce chiara, limpida e univoca>.
<Il Salone di quest’anno non è più triste come quello precedente – ha aggiunto  Calenda –  ma il settore deve ritrovare compattezza per le imprese, per i lavoratori e per l’immagine dell’Italia all’estero. Abbiamo aumentato gli stanziamenti per la nautica. Ma la sfida più importante è quella associativa. Non si può far diventare tutto una vicenda di natura personale. Se questo settore ha recuperato centralità nel made in Italy, non può però presentarsi diviso>.
La presidente di Ucina Carla Demaria ha commentato: <Dato che l’invito è caldo voglio cogliere subito quest’occasione. Sono state eletta il 27 marzo scorso e in tempi record, l’assemblea, ha presentato il 5 giugno uno statuto nuovo di Ucina, che ha ricevuto i complimenti di Confindustria> Demaria definisce lo statuto di Ucina <il più moderno e inclusivo possibile> e ha spiegato che <prevede sette assemblee piuttosto indipendenti nella loro gestione. Non c’è associato che non possa portare al tavolo della presidenza le proprie istanze. Anche le piccole aziende. Le porte sono spalancate. Tutti i settori sono rappresentati. Non c’è che da cogliere quest’opportunità>.
Calenda ha sottolineato che ora <il settore non è  più penalizzato da ragionamenti di “finta etica”> è ha concluso dicendi che è stata avviata <la semplificazione di tutti i processi non solo di controllo ma anche autorizzativi che consenta a chi compra una barca di non sentirsi vessato>.

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