L’appello dei mercati coperti a Palazzo Tursi

mercStrutture vetuste, spesso con infiltrazioni di acqua piovana, parcheggi insufficienti ma anche concorrenza sleale da parte dei molti ambulanti abusivi, sono le principali criticità percepite dai lavoratori dei mercati. E inoltre, servizi igienici in condizioni disastrose, scarsa pulizia dei locali e pure problemi di ordine pubblico, legati alla presenza di abusivismo e di accattonaggio nei dintorni di molte strutture mercatali.

Ne hanno parlato oggi, oggi in sala rossa, con la commissione VI Sviluppo economico (presieduta da Lucio Valerio Padovani – Lista Doria) e i rappresentanti degli operatori commerciali. i rappresentanti dei mercati di via Isonzo, di Certosa, di piazza Tre Ponti, di Terralba, di piazza Scio, dell’Orientale e del mercato Industria di Sampierdarena. E tutti hanno fotografato una situazione, che sostengono derivi da anni di incuria da parte del Comune.

I mercati come protagonisti del futuro della città. Lo ha detto Paolo Putti (M5S), che ha osservato: «Genova ha pochi spazi e i mercati al coperto possono diventare luoghi di incontro. Inoltre, al contrario di quanto avviene nella grande distribuzione, c’è un rapporto diretto tra commerciante e cliente».

Per tentare il rilancio dei mercati – per il quale hanno anche pensato di studiare un format gastro/market, sulla scia delle principali città europee – molti operatori si sono riuniti in consorzio, approfittando di una delibera di giunta del 2009, che permette di usufruire dei fondi derivanti dal 50% del canone annuale dei contributi versati al Comune. Naturalmente – hanno sottolineato – tutto ciò non basta: l’intervento del Comune è di vitale importanza.

«Queste persone pagano per essere ospitate dal Comune nei mercati e in cambio non hanno nulla. Chiedono cose possibili e devono essere ascoltati» ha detto Lilli Lauro (Pdl).

«Le risorse necessarie per la manutenzione dei mercati potrebbero essere reperite dalla tassa di soggiorno e dalle somme incamerate dalle quote, pagate settimanalmente dagli ambulanti per il posteggio del loro banco» ha ipotizzato Guido Grillo (Pdl).

Secondo Gianni Vassallo (Pd) «un amministratore deve dare una risposta ai problemi. Finita la riunione, che impegni ci prendiamo? Dare risposte a coloro che vivono del proprio lavoro non significa necessariamente risolvere tutti i problemi, ma significa fare tutto ciò che è possibile».

Sulla stessa lunghezza d’onda, Franco De Benedictis (Gruppo Misto) – che pone l’accento sui problemi legati alla concorrenza sleale da parte di abusivi – Stefano Anzalone (Gruppo Misto), Claudio Villa (Pd), Alfonso Gioia (Udc) e Clizia Nicolella (Lista Doria), che auspicano un ruolo attivo dell’amministrazione comunale nel ‘fare sistema’ per cercare soluzioni possibili alle criticità esposte da chi, nei mercati, lavora.

L’assessore allo Sviluppo economico Emanuele Piazza ha rinnovato la disponibilità della Giunta a lavorare ad un rilancio del settore mercatale, ha assicurato che «la polizia municipale, in collaborazione con questura e prefettura, è attiva sul territorio per disincentivare l’abusivismo commerciale» e ha invitato i commercianti a segnalare il verificarsi di tali episodi.

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