Piazza delle Erbe, la ricetta (testata) per la movida sostenibile che piace ai genovesi

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Contro la movida fracassona ed etilica, il Civ Ascom di piazza delle Erbe, che si chiama “Il Genovino”, lancia iniziative che richiamino nella piazza gente un po’ più grande dei minorenni che spesso “incrociano” tra piazza Ferretto e Salita Pollaiuoli. Il primo degli appuntamenti modulati per incidere sugli effetti collateriali di certa movida, ieri sera, è stato un successone. Decine e decine si persone si sono fermate a cantare le canzoni di De Andrè insieme alla band pugliese specializzata, appunto, in cover di Faber, “I Maltesi”. Si trattava di trentenni, cinquantenni, sessantenni molti dei quali si sono seduti anche ai tavolini dei bar che risultavano zeppi. La clientela  così selezionata “naturalmente” ha garantito che la serata fosse perfettamente vivibile, senza eccessi e senza quegli effetti collaterali che i comportamenti dei giovanissimi, spesso ubriachi, comportano: disturbo della quiete pubblica, risse, spazzatura e orina dappertutto.
<Siamo pienamente soddisfatti – dice Marina Porotto, presidente del Civ “Il Genovino” e vice presidente dei civ Ascom – perché abbiamo dimostrato che il centro storico, se adeguatamente stimolato, può dare ottimi risultati, ottimi numeri e diventare qualcosa di veramente bello: il gioiello che dovrebbe essere sempre>.
<È la riprova che se si fanno cose di qualità genova risponde – continua Ilaria Natoli, presidente della Consulta Civ Ascom -. Con la volontà le cose si cambiano. Non ci vuole tanto, ci vuole collaborazione tra il tessuto commerciale e le istituzioni. Si piazza delle Erbe ci sono progetti, progetti importanti, già finanziati dai commercianti. Sono stati presentati prima dell’estate. Noi siamo pronti e aspettiamo una risposta delle istituzioni perché si possano ripetere in tranquillità iniziative come quelle del concerto>.
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Porotto, a nome di Fepag (l’associazione dei pubblici esercizi di Ascom), chiede di vedere e concordare prima che entri in vigore il regolamento sulla movida. <Per noi non è necessario – aggiunge -. Le regole ci sono già e andrebbero solo applicate. Ma visto che l’amministrazione comunale  lo ritiene di findamentale importanza, riteniamo che sia doveroso che venga condiviso con le associazioni di categoria. Se fossero ascoltate e interpellate potrebbero fornire un contributo molto positivo>.
<È importante che le regole vadano rispettate e si trovo il modo per farle rispettare – conclude Natoli -. Non c’è necessità di inasprire le regole ma, semplicemente, di farle applicare>.

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