Sicurezza 

Via Pre’, i carabinieri arrestano un pusher, gli africani tentano di reagire

Gli abitanti chiedono l’avvio del Patto d’area e l’apertura dell’ingresso inferiore di Palazzo Reale
Ripresa notturna di uno spacciatore e della sua cliente sotto le finestre delle case

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di Monica Di Carlo

Per fortuna è finita bene, perché i carabinieri erano in grande numero (un po’ di personale è stato mandato dopo l’appello degli abitanti al ministro della difesa Roberta Pinotti, alla quale la gente ha spiegato che un anno di “sotto organico” ha significato perdere tutto il terreno acquistato con due anni di controlli), ma i senegalesi ci hanno provato a reagire alle forze di polizia. È accaduto ieri a Pre’ quando le divise hanno arrestato un pusher. Immediatament, tutti gli africani della zona, ragazzoni giovani e in forze, si sono avvicinati con fare minaccioso nel tentativo di liberare il “fratello”. Ma i cc hanno saputo far capire che non era cosa e, alla fine, gli africani hanno desistito e hanno lasciato che l’Arma arrestasse lo spacciatore. I cittadini dell’Osservatorio di Pre’ ringraziano i carabinieri che sul territorio sanno fare ilproprio lavoro e fanno fronte a situazioni pericolose anche per loro, ma non possono fare a meno di sottolineare che è accaduto proprio quello che paventavano mesi fa: tutte le bande di spacciatori si sono unite in un’unica organizzazione, potente e composta di moltissimi malviventi che si danno man forte l’uno con l’altro. <Si ripete, insomma, esattamente come avevamo previsto – dicono a Pre’ -, quello che temevamo e che era già successo negli anni Ottanta con i Napoletani. Gli stranieri si spalleggiano, c’è sempre qualcuno a difendere gli altri, pronto a intervenire e le forze dell’ordine possono avere ragione di loro solo se sono numerosissime perché devono fare fronte a un piccolo esercito. Per questo chiediamo più uomini per il territorio. Non bisognava lasciare che si arrivasse a questi punti, ora, correre ai ripari sarà più difficile>.
Gli abitanti segnalano anche che la vivibilità della zona è sempre più compromessa. Sostengono che il Comune non dà seguito ai “Patti d’area” firmati qualche mese fa. Le lettere di protesta che chiedono conto all’assessore alle Attività Produttive Emanuele Piazza del mancato avvio dell’accordo non si contano più. E i negozi che contribuiscono a devastare quel poco che è rimasto del tessuto commerciale tradizionale sono sempre più assediati dai negozi etnici che per la zona non rappresentano un’attrazione per i genovesi che vogliono fare la spesa nè per i turisti, ma sono gli unici che continuano ad aprire. L’ultima missiva del Comitato Pre’-Gramsci risale al 18 settembre scorso.

Nel corso dell’ultimo incontro tenutosi a Palazzo Tursi tra l’assessore Piazza, i dirigenti, i funzionari del Comune e le associazioni attive nel quartiere, era stato dato appuntamento ai presenti al mese di settembre per:

un ulteriore incontro con le associazioni propedeutico alla presentazione dei bandi per l’assegnazione dei locali commerciali (come previsto dal patto d’area);

fare il punto sulle azioni intraprese dal Comune nei confronti dei locali aperti in contrasto con le linee guida del patto;

presentazione dei bandi (era stato detto nel corso della riunione entro il 30.09.2015);

per quanto sopra si chiede un incontro per condividere il lavoro svolto dagli uffici comunali, le linee guida per l’assegnazione dei locali, ed il rispetto delle scadenze promesse.

in attesa di riscontro si porgono cordiali saluti.

Comitato Pre’Gramsci

Per gli abitanti di Pre’, l’avvio del Patto è assolutamente necessario. Ora il presidio di polizia c’è, ma senza un lavoro di prevenzione e di costrtuzione di un tessuto commerciale e sociale sano, difficilmente potrà servire veramente a qualcosa se non a governare come possibile e giorno per giorno i problemi più urgenti ai quali se ne aggiungeranno sempre altri. Fondamentale è per l’Osservatorio anche l’apertura, promessa ormai da anni, dell’accesso inferiore (appunto, da via Pre’) di Palazzo Reale. Solo l’afflusso dei turisti potrà allontanare gli spacciatori che saranno infastiditi dal viavai di lombardi e piemontesi con le guide turistiche in mano e francesi e tedeschi con la macchiana fotografica pronta a scattare.
La vivibilità, prima ancora della sicurezza, è molto compromessa. Di notte, a tutti gli altri disagi si aggiungono le liti tra spacciatori e clienti. L’altra notte, una famiglia è stata svegliata dal battibecco tra un noto pusher della zona (un africano ben messo che gira con una tracolla nera e le cuffie alle orecchie) e una ragazza. Lei vuole pagare la droga con due annelli, poi ci ripensa e chiede la restituzione delle sue gioie porgendo al loro posto del denaro. Lui, a quel punto, furbescamente finge di aver sentito arrivare le forze di polizia e scappa. La ragazza lo cerca e lo trova in piazza del Roso. Lì gli chiede la roba e lui le allunga la dose. Ma lei vuole anche la restituzione di uno dei due anelli. Quello che succede, potete vederlo qui.

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