Sottoripa violenta e lo straniero che invocò la privacy per la rissa

Schermata 2015-09-17 alle 02.16.36Mercoledì sera (ieri) in Sottoripa. Sono  circa le 21 e due gruppi di stranieri se le suonano di santa ragione. Il luogo è uno dei più turistici della città, ma anche uno dei peggio frequentati. La notte c’è il mercato abusivo e la via diventa ricovero notturno di clochard, ma questo sarebbe il meno, non fosse per la spazzatura che lasciano nella strada ridotta a immondezzaio già prima che sorga il sole. Di mattina, capannelli di ubriachi bevono a ciclo continuo acquistando alcol nei chioschi-negozio della strada, alcuni dei quali meriterebbero anche una visita dei Nas e della Asl e più rigorosi controlli del rispetto del divieto di servire alcolici a chi versa già in stato di ebbrezza. Verso mezzogiorno via di Ponte Reale che interseca Sottoripa, è già diventata un enorme mercato abusivo mentre il tasso alcolico dei frequentatori dei chioschi ha ormai raggiunto livelli da coma etilico. Intanto passano i turisti, quelli (e per fortuna sono ormai tantissimi) che non si accontentano del divertimentificio un po’ sintetico del Porto Antico e vogliono vedere il vero cuore medioevale e rinascimentale della città. L’incrocio tra via di Ponte Reale (che da Caricamento porta a piazza Banchi) e Sottoripa è una delle porte di accesso al centro storico più frequentate. I turisti passano, ma devono fare lo slalom tra le esposizioni degli abusivi (che però non vendono griffe false e probabilmente per questo sono i più tollerati dell’intera area) e devono scansare gli ubriachi. Più tardi arrivano anche gli spacciatori. Sono facce note (prevalentemete magrebini), arrivano dalla zona di Pre’ e dall’ex Ghetto e da qualche tempo hanno eletto l’angolo di Sottoripa a sede permanente per i propri traffici. Insomma, uno dei luoghi più frequentati della città raduna la crème de la crème di delinquenti, etilisti, abusivi e perdigiorno. È lì che ieri sera è scoppiata la rissa. A pestarsi erano, all’inizio, due uomini, poi hanno cominciato a partecipare alla contesa anche altre persone, alcune così ubriache che sembrano gli attori dello uno spezzone di film muto, quelli in cui i protagonisti provano a darsi a botte senza riuscire a mantenere l’equilibrio e mancando puntualmente l’obiettivo di calci e pugni. Nella contesa entra anche una donna bionda dell’apparente età di circa 60 anni (che dopo l’intervento della polizia dirà agli agenti di non aver visto niente).
Una giornalista è lì, a prendere un aperitivo nell’altro tratto di Sottoripa, quello verso levante, e comincia a riprendere l’accaduto. Un uomo straniero protesta dicendo che prima di riprendere si dovrebbe chiedere l’autorizzazione. A chi? Ai soggetti del filmato, quel gruppo di persone che si sta picchiando in un luogo pubblico, o a quelle che per tutto il giorno stanno lì accampate riducendone la vivibilità, l’appeal turistico e la sicurezza, almeno quella percepita, danneggiando fortemente l’immagine di Genova? Perché lo chiede? Per un bizzarro senso della giustizia connesso a una distorta conoscenza dei diritti di privacy? O per quale altro motivo?
Così compreso com’è dalla missione di difendere la privacy dei rissaioli, l’uomo, ignorando (forse, ma non è detto) che, svolgendosi in un luogo pubblico, quanto sta accadendo non è soggetto e a privacy e che in quel momento i soggetti protagonisti della ripresa (tutti maggiorenni senza ombra di dubbio) stanno compiendo un reato sotto gli occhi di chiunque si trovi a passare, si para davanti alla telecamera deliberatamente, in modo da essere ripreso lui stesso alposto di chi si sta picchiano, ma quando si accorge che la ripresa non si interrompe e viene avvertito che anche lui si trova nella traiettoria della telecamera, si sposta repentinamente. In quel momento, mentre la rissa prosegue imperterrita e la discussione tra lo straniero e la giornalista si sta accalorando, fortunatamente arrivano due poliziotti a piedi e poi una volante e altri uomini in divisa. È il fuggi fuggi generale. Anche l’amante della privacy si allontana velocemente restando, però, dietro l’angolo, in piazza Caricamento. I poliziotti sedano la rissa.
Il filmato (che potete vedere qui sotto) è stato, ovviamente, già consegnato alle forze di polizia.

9 thoughts on “Sottoripa violenta e lo straniero che invocò la privacy per la rissa

  1. Complimenti per il video per l’articolo e per il coraggio … E’ importantissimo che anche chi non vive in centro storico si renda conto del degrado che giorno dopo giorno corrode la nostra splendida citta’.Bravi.

  2. ribadisco, e solo una scazzottata sai quante ne ho fatte e viste nel centro storico da 40 anni fa ad oggi, cosa vi scandalizza tanto? che sono stranieri? i calabresi 40 anni fa erano stranieri allo stesso modo,

  3. Complimenti a chi ha fatto il filmato, altrettanto a Genova Quotidiana che si sta conquistando sempre più la stima di molti genovesi! Articoli mai banali, spesso ricercati, rappresentano la vera Genova e la raccontano anche a chi (come me) vive altrove, ma vuole mantenere un contatto con la Superba.

  4. Magari quell’energumeno voleva difendere non la privacy, ma l’immagine di Sottoripa da cartolina…scherzo! Brava Genova Quotidiana per i suoi reportage: giornalismo militante e che senza padroni testimonia quello che succede. Bravi Monica e Giak.

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