Francisco picchiato selvaggiamente dai magrebini violenti, il Ghetto si ribella

Francisco(Francisco, l’idraulico cileno settantenne che ieri sera è stato picchiato dai magrebini che occupano la piazza)

di Monica Di Carlo

Si chiama Francisco, viene dal Cile, fa l’idraulico e tutte le sere bagna le piante donate da Rossella Bianchi e sistemate in piazza Don Gallo. Ieri sera Francisco (che vedete in una foto di circa un mese fa e che è stimato e benvoluto dalla gente del quartiere), è stato picchiato da uno dei giovani magrebini che da tempo occupano la piazza impedendone la fruizione alle famiglie, alle mamme con i bambini, agli anziani. È stato preso a calci e a pugni perché ha chiesto di non sporcare la piazza che tutte le sere pulisce in regime di volontariato. La verità è che Francisco, come tutti gli abitanti dell’ex ghetto ebraico che tentano di vivere la piazza, “disturba”, disturbo il passaggio di sostenze stupefacenti con la sua sola presenza, bagna per terra dove solitamente si formano i capannelli di stranieri molesti per evitare che si piazzino. Evidentemente, questo non sta bene alle bande di nordafricani che hanno scambiato l’area per il loro salotto personale dove far correre gossi cani senza museruola, ubriacarsi, orinare dappertutto, fumare canne e hashis o farsi di crack.
Del pestaggio si sono accorti due residenti delle case vicine che, sentito il rumore del pestaggio e le urla dell’uomo, si sono precipitati a toglierlo dalle mani dei violenti ma quando sono arrivati in piazza, i magrebini se ne erano già andati. Nel frattempo sono scese altre persone. Qualcuno ha chiamato la polizia che alla quale non è restato altro che raccogliere la denuncia dell’uomo e le lamentele dei residenti. Piazza Don Gallo, infatti, da qualche mese è diventata invivibile. Ci sono gruppi di ecuadoriani (che si limitano a bere, a volte in compagnia di donne e bambini, altre volte da soli) e gruppi di nordafricani che da tempo creano infiniti problemi, minacciano i residenti, impediscono alle famiglie di far giocare i loro bambini. Più di una volta gli abitanti hanno trovato nelle fioriere e buttato nella spazzatura strani pacchetti abbandonati nei vasi. C’è sempre qualcuno che viene a cercarli dove qualcuno li aveva sistemati. Un gruppo di donne, quest’estate, è sceso tutte le sere con le sedie per “occupare il territorio” dovendolo spesso dividere con chi si faceva di sostanze stupefacenti o beveva ben oltre il limite dell’ubriachezza molesta. Tante volte la gente ha chiamato il centralino delle forze di polizia. Troppe volte, sostengono i residenti ormai esasperati, la risposta alle richieste d’aiuto è stata “non c’è sufficiente personale”. Fatto sta che gli stranieri che occupano i palazzi del ghetto, quasi sempre ammassati in case dormitorio, hanno sempre potuto fare quello che hanno voluto, arrivando anche a minacciare i residenti o a buttare, come stasera, bottiglie vuote contro le finestre.
Gli abitanti non ce la fanno più e denunciano di essere abbandonati dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni. Hanno paura a dire i propri nomi e a mostrare i loro volti e temono ritorsioni. Raccontano di un magazzino abusivo di fiori in zona presso il quale ogni giorno si foraggerebbero i vu’ cumprà, di sovraffollate case senza utenze, di un magazzino al piano terra dove una persona agli arresti domiciliari continuerebbe a spacciare impunita. Sono esasperati, impauriti, disperati. Il problema non è certo la tolleranza degli stranieri. Nell’ex ghetto, non esiste razzismo di alcun tipo. Da sempre i travestiti “sex worker” hanno lì i propri bassi. Tra gli abitanti che denunciano la situazione ci sono moltissimi stranieri: cileni, ecuadoriani e anche nordafricani. La gente denuncia che a causa della quasi inestistente presenza delle forze dell’ordine la situazione sta precipitando, temono aggressioni al loro ritorno a casa. Nell’ex ghetto non c’è mai stato un comitato spontaneo di abitanti: <Siamo troppo pochi> dicono i residenti che ieri sera sono andati a soccorrere Francisco. Ora, la gente del luogo chiede aiuto ai comitati di Pre’ e del centro storico Est che, insieme a tutti quelli che operano nel centro storico, hanno messo su una rete utile a collaborare con le forze dell’ordine, ma anche per fare sentire alta la voce della protesta per degrado e criminalità. <Di fatto – spiegano gli abitanti dell’ex ghetto – ci lasciano qui a vivere con delinquenti che, come l’aggressione perpetrata contro Francisco dimostra, sono pericolosi. <Gli anziani e i bambini sono in pericolo, lo siamo tutti – dicono – nonostante la situazione è estremamente critica, non intendiamo consegnare il nostro quartiere agl ispacciatori. La violenza perpetrata contro Francisco è un avvertimento per tutti noi, ma andremo avanti comunque>. I residenti hanno fatto un bel po’ di foto che consegneranno presto ai carabinieri. <Ce la rischieremo il tutto per tutto – dice la gente – per riavere la nostra piazza senza cocci di bottiglie e spazzatura e senza lo stuolo di spacciatori e tossicodipendenti che sembrano aver scelto piazza Don Gallo come base. A questo disagio, si annunce un locale che a volte ospita chi schiamazza fino a tarda notte. Sono mesi che chiediamo aiuto alle forze dell’ordine, c’è voluto un pestaggio perché qualcuno, finalmente, intervenisse. Servono pattugliamenti e presidi sul territorio, altrimenti il ghetto cadrà nelle mani di questi spacciatori stranieri. O le forze dell’ordine ci aiutano adesso o siamo spacciati e lo avranno deciso le istituzioni>.

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