Officine Sampierdarenesi: “Questo è il municipio che vogliamo”

10405266_860815270628425_342024620881755491_nDai cittadini delle “Officine Sampierdarenesi”, che fanno sapere di ritenere necessaria la richiesta perché secondo loro il municipio non sta agendo secondo i loro desideri, riceviamo e pubblichiamo

IL MUNICIPIO CHE VOGLIAMO

Un Municipio che:

1) abbia deleghe per affrontare e risolvere direttamente e con decisione i problemi più urgenti che condizionano la vita dei cittadini;

2) faccia della partecipazione e della trasparenza delle decisioni il suo modo di agire nella cosa pubblica e verso i cittadini;

3) impegni la macchina tecnica e amministrativa municipale, assumendo le necessarie decisioni e operando quindi un cambiamento per una svolta oggi indispensabile dove queste siano inefficienti o inadeguate alle necessità del territorio;

4) apra un confronto con tutti i livelli istituzionali e amministrativi con la determinazione di porre fine ai problemi che ormai da anni restano irrisolti;

5) non tema il conflitto laddove si dimostri necessario per abbattere le resistenze politiche e burocratiche, sia duro e combattivo verso chi non affronta con concretezza gli annosi problemi che affliggono il quartiere;

6) assuma tutte le decisioni necessarie, anche dove i poteri del ruolo non lo consentono, al fine di realizzare quel cambiamento per il quale la popolazione da troppo tempo non percepisce miglioramenti;

7) sappia utilizzare la ricca realtà del volontariato per sfruttare al meglio le risorse del nostro territorio e da questa sappia farsi guidare per raccogliere tutte le sensibilità;

8) abbia tutto il coraggio necessario per prendere decisioni drastiche, chiamando i cittadini alla loro condivisione quando non dovesse risultare realizzabile la svolta necessaria e al fine di compattare il quartiere alla lotta contro chi ha abbandonato la nostra delegazione;

9) sappia stare dalla parte del popolo da cui ha ricevuto mandato e non si perda in personali lotte partitiche, si conquisti la fiducia della cittadinanza con i risultati e le battaglie e non con la ruffianeria verso i piccoli poteri locali come anche i grandi poteri partitici.

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