Gli “arancioni” ballano ogni sabato in centro. Chi sono e dove hanno “costruito” la loro casa genovese

Luci e ombre del movimento mondiale Hare Krishna

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Ogni sabato girano in centro città con i loro vestiti arancioni e bianchi, qualcuno coi sandali ai piadi, qualcuno con un paio di Car Shoe, suonando tamburi, saltellando e ballando per invitare i genovesi nel loro tempio in via Rio Torbido 3. Diffondono allegria, distribuiscono fette di torta, cercano di coivolgere la gente a ballare con loro, sono una vera e propria attrazione per i turisti, ma chi sono?

 Sono gli adepti del Movimento Hare Krishna è il nome con cui è più nota l’International Society for Krishna Consciousness (Società internazionale per la coscienza di Krishna), o ISKCON, l’associazione fondata a New York nel 1966 dal maestro spirituale indiano A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Woodstock, gli psichedelici, amore libero, Charles Manson. Tanta fame di pace e spiritualismo fino ad arrivare ai trip lisergici dell’Lsd, per dimenticare gli yankee in Corea ed in Vietnam. Chi se lo poteva permettere mollava tutto e andava a cercarsi sulle spiagge di Goa o negli arcipelaghi del sudest asiatico; gli altri andavano alla ricerca del divino a New York o a San Francisco. Nel 1966 Prabhupada fonda la Iskon a New York assieme ad un manipolo di devoti della prima ora. I fedeli devono portare in giro per il mondo il messaggio di pace di Krishna, erigere templi in suo onore, distribuire i libri della società e, soprattutto, intonare in estasi i canti devozionali (kirtan) dedicati a Krishna. Dopo la grande espansione negli anni settanta, incentrata soprattutto sul monachesimo e sulla rinuncia alla vita materiale, oggi l’ISKCON si compone soprattutto di membri che vivono all’esterno di templi e comunità e che spesso rinunciano al tradizionale abbigliamento dei monaci indiani (vestiti color zafferano, capelli rasati con un unico codino, etc.). L’associazione si articola ora in circa 400 centri, 50 comunità rurali e fattorie, 10 scuole e 60 ristoranti vegetariani in tutto il mondo. La sede centrale dell’associazione è Mayapur, in India. L’ISKCON è gestita dalla Governing Body Commission (GBC), creata da Prabhupada nel 1970 affinché dapprima lo affiancasse nella gestione organizzativa, e perché amministrasse l’associazione dopo la sua morte, per garantirne la crescita ed il successo della missione. Dal 1997 i dodici membri del GBC vengono supportati da un forum di devoti anziani. È il GBC che nomina i sannyasi (appartenenti all’ordine di rinuncia) ed i maestri spirituali (diksha guru) dell’associazione, autorizzati a concedere iniziazioni agli altri membri. Dal 2009 il GBC stabilisce che anche le donne potranno diventare maestri. Nel 1972 viene creata la BBT – Bhaktivedanta Book Trust, una casa editrice impegnata nella diffusione delle opere di Prabhupada e della letteratura vaishnava, che pubblica in sessanta lingue diverse, la cui sede centrale è a Los Angeles. Ispirato e in parte finanziato dall’ISKCON, Food for life è un programma che si occupa della distribuzione di pasti vegetariani (1,3 milioni al giorno solo in India) e di altre iniziative benefiche, quali la creazione di scuole, la protezione delle vedove, il soccorso alle vittime di catastrofi naturali, adozioni a distanza.

LE REGOLE

L’associazione chiede a tutti i membri la recita di un certo numero di japa mala del mantra Hare Krishna (Namasmarana) ed il rispetto di quattro principi regolatori:

  • essere strettamente latto-vegetariani (evitando di mangiare carne, pesce e uova);
  • non assumere droghe (compresi tabacco, caffè, tè e alcolici);
  • non praticare sesso, se non con il proprio coniuge ed allo scopo di procreare;
  • non praticare gioco d’azzardo.

È per queste regole che negli anni ’60 il Movimento diventa punto di riferimento per ex hippie ed ex tossicodipendenti. Il mantra “Hare Krishna Hare Krishna, Krishna Krishna Hare Hare, Hare Rama Hare Rama, Rama Rama Hare Hare” diventa il tratto distintivo della setta in tutto il mondo. I nuovi membri devono affrontare un periodo di prova di almeno sei mesi, rispettando rigorosamente i principi regolatori, al termine del quale, possono scegliere un guru dell’ISKCON e prendere l’iniziazione. L’iniziazione avviene attraverso la celebrazione di uno yajña, un rituale durante il quale il devoto riceve dal maestro un nome legato alla tradizione vaishnava (completato dal suffisso “das” o “dasi”, “servitore” o “servitrice”) ed un rosario, il japa mala che serve per contare le ripetizioni del nome di Dio nel mantra Hare Krishna. Presso la religione induista, il termine Namasmarana (dal sanscrito nama, “nome”, e smaranam, “tenere a mente”, “rammentare”) indica la pratica spirituale di ricordare e ripetere continuamente uno o più nomi di Dio. Questa ripetizione può avvenire mentalmente o tramite la voce fisica. Vengono solitamente ripetuti i vari nomi delle murti induiste, oppure veri e propri mantra, come ad esempio la Om. Il numero di ripetizioni ha inoltre un preciso significato simbolico ed esoterico (come ad esempio il 108), e per tenerne il conto durante la recitazione spesso ci si aiuta proprio col japa mala. Al momento dell’iniziazione, i membri segnano tradizionalmente il corpo e la fronte con il tilaka. Gli uomini si rasano i capelli, lasciando un codino (sikha), e vestono di color zafferano se celibi (brahmachari) o di bianco se sposati (grihastha). Le donne indossano abitualmente il sari, bianco se sono vedove o se hanno raggiunto lo stadio di sannyāsa, il culmine e lo stadio finale della vita, in cui occorre rinunciare ai beni materiali e dedicarsi interamente al proprio cammino spirituale.

SUPPORTER ILLUSTRI

George Harrison, che fra l’altro ha finanziato lo sviluppo del movimento in Gran Bretagna e che con la sua canzone “My sweet Lord” che è dedicata a Krishna[18], e Claudio Rocchi non hanno mai nascosto di essere stati dei fedeli membri dell’Associazione internazionale per la coscienza di Krishna.

Allen Ginsberg fu anche coinvolto con il Krishnaismo. Fece inoltre amicizia con AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada, fondatore del movimento Hare Krishna nel mondo occidentale, un rapporto che è documentato da Satsvarupa dasa Goswami nella sua biografia per conto di Srila Prabhupada Lilamrta. Ginsberg donò denaro, materiali e la sua fama per aiutare lo Swami a costruire il primo tempio, e lo accompagnò in tour promozionale per sostenere la sua causa. La musica e il canto sono stati entrambi gli elementi importanti che accompagnarono Ginsberg durante la letture delle sue poesie. Egli spesso si accompagnò con un armonium, coadiuvato da un chitarrista.

IL TEMPIO GENOVESE

Il tempio ISKCON di Genova si chiama “Sri Prabhupada Dhama” e si trova in via Rio Torbido a Struppa. È aperto a tutti ogni domenica dalle 17. Viene organizzata quella che hli Hare Krisgna chiamano “Festa” e che viene  animata da conferenze, danze e “canti trascendentali”. Al termine, viene organizzato un banchetto gratuito durante il quale viene distribuito gratuitamente cibo vegetariano.
Il tempio è circondato da 5 mila metri quadrati di terra La casa è di 250 metri quadrati. La comunità chiede sul proprio sito internet  <aiuto per pulizie, giardinaggio, imbiancature e piccoli lavori di muratura>.
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Il tempio, che è stato chiamato “Sri Prabhupada Dhama” – “La Casa Di Prabhupada”. <Molti devoti e amici – si legge sul sito internet -, hanno partecipato ai lavori di sgombero, pulizia , tinteggiatura e a tutto quello che era necessario per rendere l’edificio pulito e confortevole. Il terreno non era curato da molti anni, ma una parte è già stata ripulita ed adibita ad orto dove stanno crescendo alcune varietà di verdure ed in un altro spazio, dove c’era una discarica piena di rifiuti ingombranti, è stato completamente risanato ed ora si trova un bel parcheggio che può ospitare una decina di auto>.

LUCI E OMBRE DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALE

Il movimento di Hare Krishna, dal 66 ad oggi, ha conosciuto momenti di splendore e altri decisamente più bui, caratterizzati da scandali finanziari ed economici, che hanno riguardato anche la condotta dei membri fondatori. Sono stati undici gli “eletti”, scelti da Prabhupada prima di morire. Alcuni sono ancora dei guru, ma nel movimento sono in tanti a contestare la purezza delle loro azioni e chiedere un ritorno ai principi originari. Sono migliaia i fedeli sinceramente votati alla causa, ma la Iskon viene puntualmente investita da scandali e diatribe interne per il controllo delle proprietà intestate alla società. Lotte e regolamenti di conti interni si sprecano. Nel 2012 il magazine Outlook India ha dato conto di una battaglia battaglia legale tra la Iskon di Mumbai e quella di Bangalore. Il complesso dell’Hare Krishna Hill a Bangalore, tempio e villaggio Iskon, una proprietà del valore di 5 miliardi di rupie, poco meno di 67 milioni di euro al cambio attuale. In ballo c’è anche la costruzione e la gestione del Krishna Lila Park a Bangalore. Con la scissione da Mumbai, Bangalore punta a realizzare da sola il progetto. Il capo della Iskon di Bangalore, Madhu Pandit, lo descrive come una “Disneyland spirituale”.

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