La notte delle stelle cadenti. Scienza, miti, leggende e appuntamenti, meteo permettendo

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Ma il clou sarà nella notte tra  il 12 e il 13 agosto

La tradizione vuole che sia quella di oggi la notte delle stelle cadenti, ma la maggior parte dei fenomeni si concentrerà in quella tra il 12 e il 13 agosto anche se il fenomeno sarà osservabile fino al 26 agosto.

Cosa sono le “stelle cadenti”

Quello che si sembra il più poetico dei fenomeni è, più prosaicamente, l’effetto dell’impatto di uno sciame meteorico (polveri e ghiaccio) sull’atmosfera terrestre. Come si è formato? La cometa Swift Tuttle, nel suo orbitare attorno al Sole, passa periodicamente vicino al nostro pianeta e lascia una scia di detriti. L’ultima volta è stato nel 1992, la prossima sarà nel 2126.  Ha un diametro di circa 1o chilometri. più o meno come quello dell’asteroide che ha colpito la terra 65 milioni di anni fa, provocando l’estinzione dei dinosauri. Almeno per adesso (e almeno per i prossimi mille anni) non si rischia che Swift Tuttle faccia la stessa fine e noi con lei. I detriti, appunto polveri e ghiaccio che la cometa lascia sul suo passaggio formano uno sciame meteorico. Quando la terra, nel suo moto orbitale, attraversa l’orbita della cometa possima o osservare il fenomeno delle “stelle cadenti”. In questo periodo, le Perseidi (questo il nome astronomico dello sciame perché il radiante, ossia il punto sulla volta celeste dal quale provengono le meteore, si trova nella costellazione del Perseo) incontra, appunto, l’atmosfera. Le perseidi si muovono a una velocità maggiore ai 214 mila chilometri l’ora e percorrono, quindi, 59 chilometri al secondo. In sostanza, arriverebbero da Genova a Moneglia in meno di un secondo. L’evaporazione provocata dall’attrito produce scie luminose lunghe fino a 20 chilometri e perfettamente visibili per alcuni secondi anche a occhio nudo.

Perché il 10 agosto


La leggenda popolare vuole che vedere una stella cadente consenta di eprimere un desiderio che sarà realizzato. Perché? Il 10 agosto è la data del martirio di San Lorenzo che, come sapranno certamente i genovesi con spirito di osservazione, è stato arso vivo su una graticola. L’immagine del trucolento avvenimento, datato 258 d.C.) viene, infatti, riprodotta sopra il portale della nostra cattedrale. Un tempo, sotto la scultura del corpo di San Lorenzo e sotto la graticola ardevano vere fiammelle. Siccome le Perseidi passano vicino alla Terna attorno a quella data, la credenza popolare vuole che le “lacrime” del cielo siano proprio quelle del santo durante il supplizio. La data viene anche ricordata da Giovanni Pascoli. Nella sua poesia “X Agosto”, il poeta ricorda l’omicidio del padre Ruggero.

San Lorenzo, io lo so perché un così gran numero
di stelle nell’aria serena
s’incendia e cade, perché un così gran pianto
risplende nel cielo.
Una rondine ritornava al suo nido:
l’uccisero: cadde tra rovi spinosi:
ella aveva un insetto nel becco:
la cena per i suoi rondinini.
Ora è là, morta, come se fosse in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e i suoi rondinini sono nell’ombra, che attendono,
e pigolano sempre più piano.
Anche un uomo tornava alla sua casa:
lo uccisero: disse: Perdono;
e nei suoi occhi sbarrati restò un grido:
portava con sé due bambole per le figlie…
Ora là, nella solitaria casa,
lo aspettano, aspettano invano:
egli, immobile, stupefatto mostra
le bambole al cielo lontano.
E tu cielo, dall’alto dei mondi
sereni, che sei infinito, immortale
inondi con un pianto di stelle
quest’atomo opaco del male!

Tutte le stelle cadenti

Le Perseidi sono state osservate per la prima volta nel 36 d.C, ma gli sciami di meteoriti sono e sono stati diversi, in diversi periodi dell’anno. Quelli più noti insieme alle Perseidi, grazie alla maggiore visibilità, sono le Leonidi (intorno al 17 novembre), le Geminidi (dal 3 al 19 dicembre) e le Quadrantidi (dal 1# al 5 gennaio, ma la data migliore è il 3).
Il mese di agosto è ricco di stelle cadenti e non solo per le Persidi. All’inizio del mese l’atmosfera terrestre ha incontrato le Alfa Capricornidi. La luce lunare era ancora troppo forte in quel periodo, ma si sono comunque potute vedere lo spettacolo di qualche meteorite il cui impatto con l’atmosfera è risultato particolarmente brillante, facilmente riconoscibile per la lenta velocità angolare e per la caratteristica esplosione finale colorata. Il 9 agosto, invece, è stata la volta delle Delta Aquaridi mentre domani toccherà alle Aquilidi.

Il numero totale di meteoroidi che entrano ogni giorno nell’atmosfera terrestre, e che sono teoricamente osservabili ad occhio nudo anche se molto deboli, è stato stimato in almeno 75 milioni.
La pioggia meteorica più copiosa che fu mai stata osservata si verificò il 17 novembre 1966, quando si avvistarono più di 1000 stelle cadenti al minuto.

Miti e leggende

Nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni passeggeri che sembravano alterare l’immutabilità del cielo, erano considerate segni infausti. Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati. Gli astrologi cinesi, che nei loro annali hanno registrato le apparizioni di stelle cadenti e comete fin dal sesto secolo avanti Cristo, non avevano dubbi che a temere il peggio dovessero essere i governanti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi sappiamo essere sciami meteorici ricorrenti.
Per i gli antichi greci le stelle cadenti dell’estate erano il corpo di Fetonte fulminato da Giove che cade dal carro del sole. Secondo il racconto mitologico Fetonte chiese a suo padre Febo di poter guidare il carro del sole. Non avendo la mano ferma di Febo, i destrieri si imbizzarrirono e deviarono il corso del sole, seminando ondate di calore sulla terra. Fu allora che gli abitanti dell’Africa divennero neri, con la pelle bruciata dal sole, la Terra divenne arida, i raccolti seccarono finche Giove non pose fine al troppo caldo facendo cadere Fetonte dal cielo.
Nell’antica Persia dedita allo zoroastrismo le stelle cadenti erano sintomo di caos, espressione di forze demoniache che volevano turbare l’ordine dei cieli.
Nella cultura indù una stella cadente è solo un’anima che, esaurito il proprio ciclo in un corpo mortale, torna sulla terra per reincarnarsi.

Gli appuntamenti

Quest’anno, lo spettacolo delle stelle cadenti si potrà vedere meglio perché il cielo sarà poco luminoso. Il 14 agosto, infatti, sarà luna nuova.  Per vedere meglio, bisogna allontanarsi dalle fonti luminose come, ad esempio, le luci della città.
Ecco le iniziative dell’osservatorio del Righi “In trasferta”.
Stasera, sulla terrazza dell’agriturismo “La Maliarda”, osservazione delle “Lacrime di San Lorenzo” e degli astri al telescopio. La serata avrà inizio alle 22 e sarà preceduta da una cena a buffet (20 euro a persona, 10 per i bimbi fino a 10 anni). la serata sarà ripetuta sabato 29 agosto. L’agriturismo è un antico casale medioevale sull’antica via Francigena a 600 metri s.l.m., tra la Valle Stura e la Valle dell’Orba e confina con il Parco regionale del Beigua.
Domani, presso il Castello di Borgo Fornari, ottava edizione di “Le stelle al castello”. Programma: ore 19.00 apericena; ore 21.00 serata speciale, aperta a tutti gratuitamente, dedicata all’osservazione delle stelle, dei pianeti e della luna e di molte altre meraviglie della volta celeste, grazie a strumentazione tecnologicamente avanzata dell’Osservatorio Astronomico del Righi, presente con propri tecnici ed esperti.
Mercoledì: coctail sotto le stelle a Portofino. Un cocktail fresco ed estivo, un prato avvolto dal silenzio, un panorama mozzafiato e la possibilità di osservare le stelle con la guida degli esperti dell’Osservatorio Astronomico del Righi. Appuntamento alle ore 19, al Fondaco di Portofino. Quando scenderà la notte, sarannospenti tutti i punti luce per osservare nelle migliori condizioni le stelle cadenti. Evento esclusivamente su prenotazione con numero chiuso di partecipanti. Info e prenotazioni: 0185 63087; info@niascaportofino.it.

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