Trecento chili di carne sequestrati dalla polizia municipale a Pre’

viapregenova
(Una veduta di via Pre’)

Ieri sera due pattuglie del turno serale del Primo Distretto di polizia municipale (quello che si occupa di centro e centro storico) hanno sequestrato 300 chili di carne mal conservata e non tracciabile che veniva trasportata con un carrello Ikea presso una macelleria di via Pre’. La merce è stata immediatamente avviata alla distruzione su ordine del veterinario della Asl – Unità igiene degli alimenti di origine animale. La macelleria è gestita da una società con soci italiani e cinesi, ma la persona che la trasportava, anch’essa straniera, viene dal Bangladesh.
Gli agenti del turno serale stavano svolgendo un controllo in via Gramsci verso le 23 di ieri sera quando hanno visto il cittadino del Bangladesh che spingeva il carrello pieno di pezzi di carne. Molti erano appoggiati su di esso senza nemmeno essere fasciati o protetti. Fermato dagli agenti, l’uomo (in regola col permesso di soggiorno) ha spiegato che stava eseguendo gli ordini del proprio datore di lavoro, un cinese titolare di una macelleria in via Pre’. Ha detto di poter fornire la fattura, cosa che in seguito ha fatto. La polizia minicipale ha scoperto, così, che la carne proveniva da un salumificio della provincia di Cuneo ed era veramente diretta verso la macelleria precedentemente indicata dallo straniero, nel negozio ai civici 86 e 88 rossi di via Pre’. Sul luogo è arrivato un italiano che si è detto socio dell’azienda e, podo dopo, due cinesi, uno dei quali (un ragazzo di 22 anni) ha fatto capire di essere il titolare pur non dimostrando di capire una parola di Italiano. Anche costui è presente regolarmente in Italia e ha potuto mostrare il proprio permesso di soggiorno agli agenti.
Il veterinario, nel frattempo giunto a verificare le condizioni della carne, ne decideva il sequestro amministrativo e la distruzione. Per il trasporto della merce effettuato in spregio ad ogni norma igienica è prevista una pesante sanzione. Il trasportatore è ora indagato per ricettazione e per inosservanza alla normativa igienica del 1962.

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