Stile Artigiano, Anna Fedi dalla moda a quattro zampe alla pelletteria da signora

RRidDSC4636-1(Anna Fedi a Stile Artigiano – Tutte le foto si possono vedere in formato grande cliccandoci sopra)

Tre generazioni, una passione, le sfide e i cambiamenti per reggere alle crisi e ripartire


Al collo la sciarpa con i boxer francesi, a casa un bullmastiff: Anna Gilda Fedi è stata uno degli artigiani protagonisti di Stile Artigiano, l’evento organizzato lo scorso fine settimana in piazza De Ferrari e nel Palazzo della Borsa da Confartigianato Liguria. La sua produzione è davvero singolare. Oltre alle borse, alle collane e alle scarpe, Anna continua (in via Sant’Alberto a Sestri Ponente) la produzione avviata dal nonno Francesco e proseguita dal padre Araldo: realizza oggetti in cuoio per animali domestici, guinzagli e collari.
Anna Fedi(Guinzagli di ogni tipo esposti a “Stile Artigiano”)

“Mio nonno cominciò a metà del ‘900 con la buffetteria da caccia – dice – a Costa San Giorgio, Firenze. La guerra, come per tutti, fu un momento difficile, poi, quando finì, papà riprese la produzione a Genova, dove era sfollato, ospitato da una zia. Sposò mia madre, che era sua cugina di primo grado. Sin da piccola ho sempre bazzicato il laboratorio. D’estate si andava ad aiutare papà. Era normale passare lì l’estate”.
Anna Fedi (Anna Fedi, a destra con, nell’ordine, da destra a sinistra, Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato, Sonia Viale, segretario della Lega Nord Liguria e vice presidente in pectore della giunta regionale, Emanuele Piazza, assessore alle attività produttive del Comune)

“Con papà – prosegue Anna – lavoravano gli zii. Io sono nata e cresciuta nel laboratorio dove mio padre mi ha insegnato ad amare l’odore del cuoio e mi ha trasmesso la passione per questo lavoro. Col tempo, la richiesta della buffetteria da caccia è venuta meno. Erano i primi anni ‘9o quando l’azienda dovette fare il passaggio graduale dai prodotti per i cacciatori a quelli per gli animali da compagnia”. In tre generazioni, la famiglia ha dovuto cambiare o assestare la propria produzione diverse volte.
Anna Fedi(Collari tradizionali tagliati secondo il modello della famiglia Fedi)
Uno dei momenti migliori fu quello degli anni ’70, quando Araldo Fedi inventò la museruola in plastica a doppia griglia in plastica, che brevettò. “Non è nata, come qualcuno pensa, per impedire ai cani morsicatori di nuocere – racconta Anna – ma perché la nostra boxerina morì avvelenata mangiando un boccone avvelenato. Fino a quel momento erano esistite solo museruole in cuoio che impedivano al cane di morsicare, ma non di mangiare. L’invenzione di mio padre serve per difendere la salute dell’animale che può bere, ma non mangiare. Dopo 10 anni in cui la nostra azienda esportò la museruola in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, il brevetto scadde. Due clienti internazionali di mio padre cominciarono a produrla e, a quel punto, a realizzarla e a spartirsi il mercato mondiale fummo in 3. Mio padre non era geloso della sua invenzione e cedette aiconcorrenti i clienti della loro area geografica. C’era lavoro per tutti”.
Anna Fedi(Un foulard a tema canino e una delle borse create da Anna)

“Nel 1986 – continua l’artigiana -, dopo il diploma, raggiunsi mio padre e mio fratello, che già ci lavorava da 10 anni, in azienda . A quei tempi ancora si spediva per ferrovia, dalla stazione di Sestri, oppure per nave o in aereo. Intorno alla meà degli anni ’90 cominciarono ad arrivare i primi prodotti in nylon a basso prezzo, anche se di minore qualità, e fu necessario reinventare l’azienda. Ogni 10 anni, la nostra società ha dovuto affrontare un problema di mercato e lo ha risolto reinventandosi”.
Anna Fedi(Ballerine leopardate create da Anna Fedi)

“Negli anni ’70 – prosegue la donna – mio padre aveva 16 operaie a libro paga a cui si aggiungevano lui, mio zio e un altro commesso addetti al taglio. Poi c’era mia zia. È stata lei ad insegnarmi a tingere il cuoio, a costruire i pennelli con gli stracci vecchi. Adesso, questo lavoro, come molti altri, lo fa una macchina. L’azienda è sempre stata attrezzata secondo le tecnologie del periodo, ma il lavoro era e resta prettamente fatto a mano. Se il guinzaglio viene tagliato dal cuoio dalla parte sbagliata, tende ad allungarsi. Ancora oggi realizzo guinzagli intrecciati a mano a tre o quattro capi”.
Anna Fedi(I guinzagli di cuoio a due o tre capi fatti a mano)

Anche l’azienda della famiglia Fedi ha patito l’ultima, profondissima, crisi. “Le spese e le tasse continuavano ad aumentare  – spiega Anna -. Nel 2013 l’abbiamo venduta a un gruppo di Verona. I dipendenti erano 12 e 12 sono rimasti. È rimasto lo stesso portafoglio clienti, molti di livello europeo, qualcuno di livello mondiale. L’azienda è conosciuta e abbiamo sempre lavorato con particolare cura. Nella produzione, la manodopera incide per il 90% anche se ora ci sono presse per gli stampi, macchine che tingono, incollano e cuciono. I dipendenti li abbiamo sempre pagati, ma a volte rimanevamo indietro con i pagamenti dei nostri stessi stipendi. Mio marito lavora ancora, come dipendente, nell’azienda che vende all’ingrosso, io mi sono aperta una partita Iva e sono tornata a fare l’artigiana”.
Anna Fedi(Una delle borse a soggetto canino prodotte, oggi, da Anna Fedi)

Sul banco della donna a “Stile Artigiano”, oltre agli oggetti dedicati ai quattro zampe, c’erano anche borse da donna, braccialetti in macramè, collane e altri oggetti prodotti artigianalmente.
Anna Fedi(Le collane prodotte dall’artigiana)

“Il colore che va di più a Genova – racconta Anna – è, ovviamente il blu, ma io spungo le mie clienti a osare, a provare un prodotto diverso, anche se è molto difficile convincere le genovesi a cambiare stile”.
Anna Fedi(Una borsa realizzata con colori e decori differenti)

Oltre a vendere le sue creazioni nella bottega di Sant’Alberto, l’artigiana ha deciso di dedicarsi alle fiere e alle mostre canine.
Anna Fedi
Anna Fedi

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