La festa interetnica e la condanna della violenza contro la pm

Una marcia per “Genova accogliente e solidale”, ieri, nel pomeriggio, ha attraversato le vie della città da piazza della Commenda a De Ferrari. L’ha organizzata l’ associazione antirazzista interetnica “3 febbraio” che ha raccolto le istanze di molti immigrati. “Ci preoccupano i discorsi razzisti che ci tocca ascoltare sugli autobus, i commenti rabbiosi agli articoli dei giornali, le malvagie provocazioni della Lega Nord, i post inneggianti alla morte sui social network. Ci preoccupano le irruzioni sempre più frequenti nelle case degli immigrati che si vedono buttare tutto sotto sopra. Ci preoccupano i blitz e i sequestri contro gli ambulanti che non risolvono nulla, ma esasperano situazioni già molto gravi. Chi colpiscono? Persone ritenute illegali perché le leggi razziste di questo stato le condannano alla clandestinità, le escludono e le emarginano” hanno detto gli organizzatori. I responsabili dell’associazione antirazzista hanno detto, in serata, di non aver saputo che a manifestazione finita che, in mattinata, un senegalese già noto alla polizia municipale per le sue intemperanza ha passato il segno, aggredendo due agenti che stavano sequestrandogli la merce (cose usate) in via Turati a fine mattinata. I due cantunè sono stati medicati al Galliera. Guariranno in 7 e 10 giorni.

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Questo il commento dell’associazione antirazzista

Oggi, 14 maggio, l’A3F ha svolto un’importante manifestazione per una “Genova accogliente e solidale” che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone, in grande maggioranza immigrati, a cui si sono uniti tra gli altri le donne del collettivo Maripose, gli amici del Cesto, i compagni de La Comune, la nostra avvocatessa Alessandra Ballerini e il movimento di lotta per la casa. In serata abbiamo saputo di un episodio di violenza, accaduto questa mattina, in cui un ambulante ha reagito in modo aggressivo contro dei vigili che sembrano siano feriti. Condanniamo con fermezza questa azione isolata le cui conseguenze pero’ possono ricadere su tutti.
Questi episodi sono frutto di politiche di emarginazione, discriminazione e repressione le cui conseguenze più gravi sono le vittime in fondo al Mediterraneo. Non si danno risposte a bisogni elementari e viene degradata la dignità e minacciata la vita delle persone .
Noi oggi abbiamo espresso altro, altri valori, altri metodi.
Noi crediamo che la vita e la dignità umana debbano essere difese e tutelate per questo ci battiamo per l’accoglienza umana e l’affermazione dei diritti e della dignità, ciò significa favorire un clima positivo per una vita migliore per tutti/e.

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