Omicidio Scalamandrè, il pm chiede 22 anni per Alessio e 21 per Simone
Le difese degli imputati parleranno il 14 febbraio prossimo. Alessio aveva confessato subito l’omicidio del padre Pasquale, scagionando il fratello. Secondo i suoi legali avrebbe agito quando era incapace di intendere e di volere dopo l’ossessionante pressing del padre che voleva ritrattasse la testimonianza contro di lui a conforto della denuncia della madre


I due ragazzi sono accusati di omicidio aggravato in concorso. Il padre di Alessio e Simone, Pasquale, è stato ucciso nella notte del 10 agosto 2020. Oggi, in Tribunale, hanno discusso Pm e Parti Civili: cinque parenti della vittima, ex autista Amt, assistiti dagli avvocati Stefano Bertone, Irene Rebora e Greta Oliveri). Alessio si era autodenunciato come responsabile unico la sera stessa dell’omicidio. Il padre aveva il divieto di avvicinamento ai figli e alla ex moglie che si trovava in quel momento nascosta in Sardegna per sfuggire proprio alle ire dell’ex consorte. La sera del delitto, secondo la testimonianza dei ragazzi, il padre si era presentato a casa loro pretendendo che ritrattassero le dichiarazioni fatte nell’ambito della denuncia della madre contro il padre per asseriti comportamenti violenti nei suoi confronti. Alessio avrebbe rifiutato di accontentare il padre e questi, secondo la sua versione, l’avrebbe aggredito. Nell’ambito dello scontro che ne era conseguito, Alessio lo avrebbe colpito, causandone la morte. Oggi il sostituto procuratore Francesco Cardona ha chiesto 22 anni di carcere per Alessio, il più grande dei fratelli, e 21 per Simone.
I legali dei due imputati, gli avvocati Luca Rinaldi e Nadia Calafato, hanno depositato indagini difensive con testimonianze di amici di famiglia che confermerebbero come la vittima fosse ossessiva nei confronti dei figli: voleva a tutti i costi che gli dicessero dove si trovava la madre. L’avvocato di Alessio ha depositato una consulenza tecnica svolta dal medico legale Pietro Ciliberti, che sostiene come il ragazzo al momento dell’omicidio fosse affetto da un «grave disturbo da stress post traumatico con dissociazione peritraumatica», in sostanza incapace di intendere e di volere. Alessio ha sempre negato la partecipazione del fratello Simone all’omicidio.


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