Palazzi dei Rolli, 100mila euro contro graffiti e vandalismi: parte il progetto “Tuteliamoci”

Comune e Soprintendenza avviano un piano di 18 mesi per proteggere le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli. Previste puliture, linee guida e attività con scuole e cittadini

Prevenire gli atti vandalici nel centro storico e promuovere una cultura condivisa della cura dei beni comuni: è l’obiettivo di “Tuteliamoci”, il progetto avviato dal Comune di Genova insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria. L’intervento riguarda il sito “Genova: le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli”, inserito nella Lista del patrimonio mondiale.

Il Ministero della Cultura ha stanziato 100mila euro attraverso la legge 77 del 20 febbraio 2006, a cui si aggiunge un cofinanziamento del Comune. La gestione operativa delle attività sul campo è stata affidata alla società Ideazione, con un incarico da 70mila euro assegnato tramite il mercato elettronico della pubblica amministrazione.


Il piano durerà 18 mesi, con conclusione prevista a luglio 2027. Tra le azioni in programma ci sono linee guida condivise con la Soprintendenza per rimuovere correttamente scritte, imbrattamenti e affissioni abusive. Le indicazioni saranno utili anche ai proprietari privati degli edifici storici.
Il progetto affiancherà agli interventi di pulitura attività di prevenzione: sono previste campagne di sensibilizzazione, incontri formativi per le scuole e i giovani, un workshop per gli operatori e cantieri dimostrativi aperti al pubblico. L’intento è coinvolgere chi abita e frequenta il centro storico nella tutela del patrimonio.
«I Palazzi dei Rolli e le Strade Nuove sono parte della storia e dell’identità di Genova: abbiamo la responsabilità di proteggerli e consegnarli alle future generazioni», ha dichiarato la sindaca Silvia Salis, sottolineando che «prendersi cura della città significa anche rispettare ciò che appartiene a tutti». Per l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, la tutela deve passare anche dall’educazione e dalla partecipazione, così che la comunità possa diventare protagonista attiva della conservazione del patrimonio.
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