Big data e traffico pesante, Genova prova a governare i flussi tra porto e città

Con il progetto europeo EMOVA la città è, insieme a Barcellona, pilota per integrare dati e individuare le criticità della logistica urbana. L’assessore Emilio Robotti punta a interventi mirati per ridurre code, rumore e impatto ambientale

Un catalogo comune per mettere in relazione dati provenienti da fonti diverse e capire dove il traffico dei mezzi pesanti rallenta, si concentra o si comporta in modo anomalo. È il lavoro avviato dal Comune di Genova nell’ambito di EMOVA, progetto europeo dedicato ai dati su emissioni e rumore dei veicoli per una mobilità urbana sostenibile. Genova e Barcellona sono le città pilota: per il capoluogo ligure il campo di prova è l’interfaccia tra porto, viabilità urbana e aree commerciali e logistiche.

Le attività genovesi si sono concentrate, tra agosto e ottobre, sui camion diretti al porto o in uscita dallo scalo. I loro percorsi attraversano corridoi complessi, collegando i varchi portuali ai nodi autostradali e alle zone della logistica. Tra le aree osservate c’è Lungomare Canepa, uno dei punti in cui la convivenza tra traffico portuale e circolazione cittadina può generare congestione.


Nel catalogo sono stati integrati dati sui flussi e sulla velocità dei veicoli, informazioni meteorologiche e dati aperti del Comune. Il progetto si avvale della collaborazione con i partner tecnologici Cefriel, eXyond, QMap e Magellan Circle Italy. L’iniziativa si inserisce nel programma europeo Digital Europe; il pilota genovese è stato presentato dal Comune come “Port-City Heavy Traffic Intelligence”, cioè un sistema di analisi del traffico pesante nell’area tra porto e città.
I dati serviranno a ricostruire a posteriori quando e dove i camion hanno incontrato rallentamenti o anomalie. Incrociando le diverse fonti, gli uffici potranno individuare le criticità ricorrenti e valutare possibili interventi sulla pianificazione della viabilità. L’obiettivo è ridurre le code e contenere gli effetti del traffico su qualità dell’aria e rumore. Nella fase di adesione al progetto, il Comune aveva indicato anche la possibilità di monitorare i flussi e migliorare la gestione dei collegamenti tra porto e rete stradale cittadina.
L’assessore alla Mobilità Emilio Robotti ha spiegato che l’integrazione dei dati dovrà fornire basi più solide per decidere come intervenire, distinguendo le criticità dei corridoi portuali da quelle della viabilità ordinaria. Il lavoro, ha aggiunto, punta a una pianificazione più precisa, con benefici attesi per la fluidità del traffico e per l’impatto ambientale e acustico.
Il sistema è pensato come uno spazio dati con regole di accesso definite: i soggetti autorizzati potranno consultare e integrare le informazioni nel rispetto dei diritti d’uso e della riservatezza, senza trasferire fisicamente i dati grezzi. Il Comune collega questa impostazione al futuro spazio europeo dei dati sulla mobilità. I dati aperti dell’amministrazione sono consultabili su https://smart.comune.genova.it/opendata; le informazioni sul progetto sono disponibili su https://emova-project.eu/.
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