diritti e sociale 

A Genova la memoria della Shoah torna nel luogo del rastrellamento

Martedì 3 novembre, alle 18, la Sinagoga ospita la commemorazione degli oltre 260 ebrei genovesi deportati ad Auschwitz-Birkenau. In programma testimonianze e interventi delle comunità e delle associazioni cittadine

A 83 anni dalla deportazione degli ebrei genovesi, la città si ritrova nel luogo in cui avvenne il rastrellamento per ricordare le vittime e trasmettere la memoria alle nuove generazioni. La commemorazione si terrà martedì 3 novembre alle 18 nella Sinagoga di via Giuseppe Bertora 6.

L’iniziativa è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio insieme alla Comunità ebraica di Genova, al Centro culturale Primo Levi e all’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti. Dopo i saluti istituzionali, interverranno Filippo Biolè, presidente dell’associazione, Giustina Olgiati dell’Archivio di Stato di Genova, Andrea Chiappori, responsabile della Comunità di Sant’Egidio, e Giuseppe Momigliano, rabbino capo della Comunità ebraica.

La deportazione di oltre 260 ebrei genovesi verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau ebbe inizio il 3 novembre 1943, una delle pagine più buie della storia cittadina. La ricorrenza diventa anche un’occasione per riflettere sulle conseguenze della guerra e sulla necessità di contrastare l’indifferenza e la banalizzazione della violenza.

Le comunità e le associazioni promotrici hanno custodito negli anni il ricordo di quei fatti coinvolgendo cittadini, istituzioni e giovani. Con la scomparsa progressiva dei sopravvissuti, sottolineano gli organizzatori, diventa ancora più importante consegnare le testimonianze alle nuove generazioni e coltivare una cultura di pace.

In copertina: foto di Luciano Rosasco, Sant’Egidio


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