Negli archivi tre miliardi di parole da esplorare con l’intelligenza artificiale grazie alla Fondazione “Il Secolo XIX”

Presentata a bordo della MSC Grandiosa la nuova Fondazione, nata per custodire e rendere accessibili i 140 anni di storia del quotidiano. Il progetto “Archivio Vivo” ha già digitalizzato le annate dal 1886 al 1955 e punta a collegare articoli, persone, luoghi ed eventi attraverso strumenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale

Un archivio di circa due milioni di pagine, oltre dieci milioni di articoli, 1.650 volumi rilegati e circa 150 mila fotografie: in tutto, tre miliardi di parole che raccontano 140 anni di storia italiana e ligure. È il patrimonio da cui prende avvio “Archivio Vivo”, il progetto principale della Fondazione “Il Secolo XIX”, presentata oggi a Genova con l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria del quotidiano e metterla a disposizione di cittadini, studiosi, scuole e istituzioni.

L’iniziativa è stata illustrata a bordo della nave MSC Grandiosa durante l’evento “Tre miliardi di parole. Una storia che continua”. Tra i partecipanti, il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il ministro per gli Affari europei, il Piano nazionale di ripresa e resilienza e le Politiche di coesione Tommaso Foti, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis, insieme a esponenti del mondo imprenditoriale e istituzionale.


La Fondazione nasce per custodire il patrimonio storico, culturale e sociale del giornale, fondato nel 1886, e trasformarlo in una risorsa utilizzabile anche nel presente. Il suo progetto punta a superare la semplice riproduzione delle pagine: i documenti digitalizzati potranno essere consultati attraverso un sistema che integra tecnologie semantiche e strumenti di intelligenza artificiale, sviluppati con il partner tecnico Gruppo Panini Cultura.
Secondo l’impostazione illustrata dalla Fondazione, la piattaforma consentirà di interrogare l’archivio e di cercare connessioni tra articoli pubblicati in periodi diversi, ricostruendo legami tra persone, luoghi, avvenimenti e trasformazioni. Le vicende del porto e dei traffici marittimi, lo sviluppo industriale, l’emigrazione, i cambiamenti urbanistici e i grandi passaggi politici e sociali potranno così essere esplorati attraverso le fonti originali del quotidiano.
La Fondazione presenta il progetto come un primato nel panorama editoriale italiano: “Il Secolo XIX” sarà, secondo quanto annunciato, la prima testata nazionale a disporre di un archivio integralmente digitalizzato e consultabile anche con l’intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è rendere la ricerca più accessibile e far emergere percorsi di lettura nuovi, mantenendo come riferimento le pagine originali. La tecnologia, in questa prospettiva, dovrebbe aiutare a orientarsi tra i materiali senza sostituirsi al loro valore documentale.
«La cultura ha valore quando è accessibile, condivisa e capace di dialogare con il presente», ha dichiarato la presidente della Fondazione Alberica Brivio Sforza. “Archivio Vivo”, ha spiegato, intende trasformare le pagine del giornale in una risorsa aperta alla ricerca e alle nuove generazioni: «La memoria non sarà più soltanto conservata, ma potrà essere esplorata, interrogata e valorizzata in modi nuovi».
La prima parte del lavoro di digitalizzazione è già conclusa. Grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Ministero della Cultura, sono state acquisite le annate dal 1886 al 1955, che saranno prossimamente consultabili su una piattaforma dedicata. La fase successiva riguarderà i numeri dal 1956 al 2001; gli ultimi 25 anni sono invece già conservati in formato digitale.
Il completamento dell’archivio sarà realizzato con la collaborazione del Ministero della Cultura, della Digital Library, delle Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze e della Fondazione. L’investimento complessivo è stimato intorno al milione di euro, con una ripartizione paritaria tra risorse pubbliche e private. Tra i sostenitori indicati figurano Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova, Gruppo Messina, Fondazione Passadore 1888, Costa Edutainment, GNV-Grandi Navi Veloci, GVM Montallegro, Ansaldo Energia, Esselunga, Stazioni Marittime e Webuild Group.
Per la direttrice generale della Fondazione Barbara Grosso, la sfida è far sì che le pagine del giornale non restino un patrimonio accessibile soltanto agli addetti ai lavori. La Fondazione intende costruire collaborazioni con istituzioni culturali, università, enti territoriali, associazioni e imprese, mettendo in relazione gli archivi e le competenze presenti sul territorio. «La memoria è un bene comune», ha affermato, e renderla fruibile può offrire strumenti per conoscere le proprie radici e interpretare il presente.
Le prospettive indicate vanno dalla ricerca storica alla divulgazione. I materiali potranno alimentare mostre, pubblicazioni, podcast e approfondimenti; sono previsti anche percorsi didattici e laboratori rivolti a scuole e università, con attività sulla storia contemporanea, l’educazione civica e il ruolo dell’informazione. Il confronto con le fonti originali potrà inoltre diventare occasione per lavorare sulla lettura critica delle notizie e sull’evoluzione dei media.
Un altro ambito riguarda la valorizzazione di Genova e della Liguria attraverso itinerari e narrazioni legati a luoghi, immagini e avvenimenti documentati dal quotidiano. L’archivio potrà così diventare una base per progetti di turismo culturale e per iniziative che colleghino la storia raccontata sulle pagine del giornale alle trasformazioni visibili oggi in città e nella regione.
«Vogliamo costruire progressivamente un vero e proprio Ecosistema della Memoria», ha concluso Barbara Grosso, immaginando una rete in cui possano collaborare archivi pubblici e privati, istituzioni, università, fondazioni e imprese. Il progetto, nelle intenzioni della Fondazione, punta a trasformare la memoria raccolta in 140 anni di giornalismo in uno strumento condiviso, capace di offrire nuove chiavi di lettura per la storia di Genova, della Liguria e del Paese.
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