Amt, il piano per superare la crisi attende l’omologa del Tribunale. Poi il voto in Consiglio comunale

L’azienda ha chiesto l’omologa degli accordi con i creditori. In Consiglio comunale il vicesindaco Alessandro Terrile ha illustrato le prossime tappe: attesi il pronunciamento tra fine novembre e inizio dicembre e una delibera per dare attuazione al piano

Il percorso per portare fuori dalla crisi l’Amt, Azienda Mobilità e Trasporti, entra in una fase decisiva. La società ha depositato al Tribunale l’istanza per ottenere l’omologa degli accordi di ristrutturazione del debito: un passaggio che, se accolto, dovrebbe permettere di applicare gli accordi anche ai creditori che non hanno aderito. Le tappe del piano sono state illustrate in Consiglio comunale dal vicesindaco Alessandro Terrile, in risposta a un’interrogazione di Filippo Bruzzone, capogruppo della Lista Salis.

L’interrogazione chiedeva quali iniziative l’amministrazione abbia messo in campo per affrontare la crisi di AMT, mantenere la società pubblica e garantirne la continuità. Terrile ha descritto il deposito dell’istanza come uno snodo fondamentale della procedura. Secondo quanto riferito in aula, AMT ha raccolto il consenso di almeno il 60% dei creditori per ciascuna classe e di creditori che rappresentano complessivamente il 60% del valore dei debiti. L’omologa del Tribunale potrebbe quindi consentire l’estensione degli accordi anche a chi non li ha sottoscritti.


Il vicesindaco ha indicato come finestra temporale per il pronunciamento la fine di novembre o i primi giorni di dicembre. Dopo la decisione del Tribunale, il Comune dovrà tornare in Consiglio con una nuova delibera, necessaria per autorizzare l’attuazione del piano di risanamento già approvato il 12 maggio. L’esito di questo passaggio dovrà tradurre gli impegni finanziari e societari in misure operative per l’azienda.
Il progetto combina diverse fonti di sostegno. Una parte rilevante è l’aumento della contribuzione pubblica: Terrile ha parlato di 20,7 milioni di euro all’anno a partire dal 2026. A questa somma si affiancherebbe un corposo aumento di capitale da parte degli attuali soci pubblici. Il Comune di Genova sarebbe il principale sottoscrittore; sono inoltre previsti interventi della Città Metropolitana e dei Comuni del Tigullio, che convertirebbero in capitale alcuni crediti vantati nei confronti della società.
Un ulteriore apporto dovrebbe arrivare dalla nuova finanza, in parte attraverso le banche e in parte da Finanziaria Sviluppo Utilities. Su questo aspetto Terrile ha ricordato che era stata annunciata una discussione dedicata al coinvolgimento della finanziaria, poi ritirata all’ultimo momento. «Mi è dispiaciuto», ha detto in aula, osservando che il confronto avrebbe potuto offrire ai consiglieri un aggiornamento sui progressi della procedura.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è mantenere AMT pubblica e conservare l’attuale assetto dei soci, mettendo al tempo stesso l’azienda nelle condizioni di superare la crisi e disporre delle risorse necessarie per proseguire il servizio. Il piano riguarda quindi sia la tenuta finanziaria della società sia la continuità del trasporto pubblico, in ambito urbano ed extraurbano.
Nel rispondere all’interrogazione, Terrile ha ringraziato chi ha contribuito alla preparazione degli accordi e del piano: in primo luogo le lavoratrici e i lavoratori, ma anche il consiglio di amministrazione e i consulenti di AMT. Per arrivare alla fase attuativa restano ora due passaggi: il pronunciamento del Tribunale sugli accordi con i creditori e il successivo voto del Consiglio comunale sulla delibera che dovrà autorizzare il Comune a procedere. Fino a quel momento, il risanamento resta legato all’esito della procedura e alle decisioni degli enti coinvolti.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook. E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.