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Fondo sanitario, Bucci batte cassa per le regioni medio-piccole

Al confronto di Firenze il presidente della Regione sostiene la proposta dell’Abruzzo, chiedendo di mantenere la quota premiale. L’assessore Massimo Nicolò: con la revisione dei criteri dodici Regioni, Liguria compresa, potrebbero ottenere più risorse

Rivedere i criteri con cui viene ripartito il Fondo sanitario nazionale, tenendo conto delle caratteristiche demografiche e geografiche delle Regioni: è la richiesta avanzata dalla Liguria alla Commissione Salute, riunita oggi a Firenze nell’ambito della quinta edizione del Festival delle Regioni. Al centro del confronto c’è la distribuzione delle risorse tra i territori e la ricerca di un’intesa entro la fine di dicembre.

Il presidente della Regione Marco Bucci ha dichiarato il sostegno alla proposta presentata dall’Abruzzo, che si è fatto portavoce delle esigenze delle Regioni medio-piccole. La condizione posta dalla Liguria è che resti invariata l’impostazione originaria della quota premiale, senza modificare gli equilibri previsti. Bucci ha definito necessario un riparto che riconosca le diverse condizioni dei territori e, quindi, i bisogni assistenziali della popolazione.

Per la Liguria, ha spiegato il presidente, contano in particolare due elementi: una popolazione tra le più anziane d’Italia e un territorio che si estende dalla costa a località oltre i 1.800 metri di altitudine. Caratteristiche che, secondo la Regione, incidono sull’organizzazione dei servizi e sulle necessità di assistenza. Bucci ha sostenuto che la discussione non riguarda una contrapposizione politica, ma la definizione di criteri in grado di considerare le specificità regionali.

Alla Commissione era presente anche l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, secondo cui la revisione dei criteri potrebbe consentire a dodici Regioni, tra cui la Liguria, di ricevere maggiori risorse. Nicolò ha indicato tra gli aspetti da valorizzare l’invecchiamento della popolazione e la conformazione geografica, perché possono determinare esigenze assistenziali differenti. L’eventuale revisione, ha aggiunto, rappresenterebbe un’occasione per intervenire sugli squilibri esistenti e avvicinare la ripartizione ai bisogni effettivi dei cittadini.

Il confronto resta aperto e l’obiettivo indicato da Bucci è raggiungere un accordo entro la fine di dicembre, attraverso una mediazione tra le Regioni. Non è ancora definito quale sarà l’esito della trattativa né come verranno tradotte le richieste in nuovi criteri di riparto. Per la Liguria, la partita riguarda la possibilità che l’età della popolazione e la complessità del territorio trovino un peso adeguato nella distribuzione delle risorse destinate alla sanità.


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