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Cinema Teatro Nazionale, via al progetto da 7 milioni per la rinascita dopo mezzo secolo di chiusura

L’assessore Massimo Ferrante annuncia un progetto da 7 milioni di euro e la gara per i lavori entro fine anno. La storia dell’edificio comincia nel 1937, quando fu la prima sala cinematografica della Valbisagno

Prima sala cinematografica della Val Bisagno, luogo di ritrovo per generazioni di abitanti e, da oltre cinquant’anni, edificio chiuso e in attesa di una nuova destinazione. L’ex Cinema Teatro Nazionale di Molassana si prepara a una seconda vita: il progetto di fattibilità tecnico-economica per trasformarlo nel Teatro Nazionale Molassana è stato approvato. L’investimento complessivo è di 7 milioni di euro e la gara per affidare i lavori è prevista entro la fine dell’anno.

La storia della sala comincia nel 1937, nella località Olmo. Fu costruita per iniziativa della famiglia Finello e progettata dall’ingegnere Ravera. All’inizio si chiamava Cinema Savoia; in seguito diventò il Cinema Teatro Nazionale, punto di riferimento per chi viveva nella vallata. La sua facciata monumentale, con balaustre e decorazioni, e la sala con il palcoscenico ne facevano uno spazio adatto tanto alle proiezioni quanto agli spettacoli. Al piano superiore, in un secondo momento, furono ricavati una palestra e locali legati all’Opera nazionale Balilla.

Per molti anni il cinema fu anche un luogo di socialità. Gli spettatori si ritrovavano per le proiezioni serali e i ragazzi trascorrevano lì interi pomeriggi. In vallata, prima del Nazionale, non c’erano altre sale: sarebbero arrivate in seguito l’Esperia a Pontecarrega e il Perla a San Gottardo. Il Nazionale, con la platea e il palcoscenico, diventò così uno dei principali luoghi d’incontro del quartiere.

La chiusura, inizialmente considerata provvisoria, risale agli anni Settanta. Il cinema non riaprì più e l’edificio rimase per decenni senza una funzione, deteriorandosi. Negli anni successivi fu colpito anche da incendi e allagamenti, che aggravarono le condizioni degli spazi interni.

La svolta è arrivata con l’acquisizione dell’immobile da parte di Spim, la società immobiliare del Comune, nel 2022. Dopo la messa in sicurezza e la pulizia degli ambienti, sono stati avviati gli studi per il recupero. L’obiettivo è conservare gli elementi storici dell’edificio e restituirgli una funzione culturale e di aggregazione. Nel progetto illustrato dal Comune nel 2025, alla sala teatrale si affiancavano attività culturali e di quartiere, con spazi pensati anche per i giovani.

Il piano approvato di recente vale complessivamente 7 milioni di euro ed è suddiviso in due lotti. Il primo, da 4 milioni, è coperto dai fondi europei del Programma nazionale Metro Plus; il secondo, da 3 milioni, sarà finanziato con risorse dell’ente previste per il 2027. Per Massimo Ferrante, assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni, il via libera al progetto segna un passaggio decisivo verso la trasformazione dell’ex cinema in un nuovo spazio per la cultura e la vita della Val Bisagno.


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