Economia Sindacale 

Ex Ilva, occupazione a oltranza al Colombo: a rischio anche oltre cento lavoratori degli appalti

Il presidio prosegue dopo l’incontro in Prefettura, senza l’impegno scritto chiesto dai dipendenti prima del tavolo del 27 ottobre. La crisi coinvolge anche mensa, pulizie e manutenzione: tra i lavoratori degli appalti ci sono una cinquantina di donne, molte part-time

L’occupazione dell’aeroporto Cristoforo Colombo da parte dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano continua a oltranza. La decisione è arrivata dopo il confronto in Prefettura con la prefetta Cinzia Torraco e il collegamento con i commissari, che non ha prodotto le garanzie attese dai dipendenti.

Al centro della richiesta c’è un impegno formale che mantenga invariata la situazione fino all’incontro del 27 ottobre a Palazzo Chigi, con il sottosegretario Alfredo Mantovano. Il delegato sindacale Armando Palombo ha spiegato che i lavoratori chiedono una conferma scritta, anche breve, per arrivare a quel passaggio senza nuove decisioni nel frattempo. La vertenza, ha sottolineato, riguarda uno stabilimento considerato strategico a livello nazionale.

Tra i dipendenti resta forte la preoccupazione per l’invio della comunicazione sulla cassa integrazione nella serata di venerdì. Il rappresentante sindacale unitario Nicola Appice ha riferito che i lavoratori non comprendono perché la comunicazione sia arrivata in quel momento, mentre già al mattino in azienda circolavano segnali di una possibile fermata dello stabilimento genovese, prima che fossero terminati i rotoli ancora da lavorare.

La crisi non riguarda soltanto i dipendenti diretti dell’acciaieria. A Genova sono oltre cento le persone impiegate negli appalti di ristorazione, pulizie civili e industriali, manutenzione e altri servizi che rischiano di perdere il lavoro. Tra chi opera nelle mense e nelle pulizie ci sono circa cinquanta donne, in prevalenza con contratti part-time.

Nicola Poli, segretario generale genovese della federazione della Cgil che rappresenta i lavoratori del commercio, degli alberghi, delle mense e dei servizi, ha segnalato che il decreto per la cassa integrazione straordinaria dell’ex Ilva potrebbe non includere le lavoratrici e i lavoratori delle ditte appaltatrici. Se fosse confermata, l’esclusione li lascerebbe senza le stesse tutele previste per gli addetti dello stabilimento. Anche loro hanno partecipato alla manifestazione, in una situazione che il sindacato descrive come sempre più grave per l’occupazione e il reddito.


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