Scienza e Tecnologia 

Lancette indietro nella notte tra il 24 e il 25 ottobre: cosa cambia ora e cosa potrebbe cambiare molto presto

La Commissione Attività produttive della Camera raccomanda di superare il doppio cambio annuale, ma non indica quale orario mantenere tutto l’anno. Sul tavolo restano ora legale permanente, ora solare permanente e una possibile sperimentazione

Tra pochi giorni tornerà l’ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3 le lancette andranno spostate indietro di un’ora: saranno le 2 e si dormirà un’ora in più. Smartphone, computer e molti orologi collegati alla rete aggiorneranno l’orario automaticamente; quelli analogici e alcuni dispositivi dovranno invece essere regolati a mano.

Il rituale potrebbe però essere destinato a cambiare. La Commissione Attività produttive della Camera, che il 1° ottobre ha approvato all’unanimità il documento conclusivo di un’indagine sull’ora legale permanente, raccomanda di superare il doppio cambio stagionale. La conclusione non equivale però a scegliere l’ora legale o quella solare per tutto l’anno: secondo la Commissione, le due ipotesi richiedono valutazioni distinte per gli effetti su salute, consumi, attività produttive e territori.

Il rapporto presenta più strade: sperimentare un regime stabile per almeno un ciclo stagionale, mantenere l’ora legale tutto l’anno oppure adottare permanentemente quella solare. Invita inoltre a riaprire il confronto nelle sedi europee, per evitare che i Paesi scelgano orari diversi con possibili ricadute su trasporti, logistica e mercato interno. Per ora, quindi, il passaggio di ottobre avverrà regolarmente e non sono state annunciate modifiche immediate.

Uno dei temi esaminati è il risparmio energetico. Secondo le stime di Terna riportate nel documento, il regime attuale, con sette mesi di ora legale, consente di risparmiare circa 302 gigawattora all’anno. Un’estensione dell’ora legale anche all’inverno porterebbe il risparmio complessivo a circa 462 gigawattora, pari allo 0,15 per cento del fabbisogno elettrico nazionale. Il vantaggio, tuttavia, si è ridotto nel tempo anche per la diffusione di lampadine a basso consumo e sistemi di illuminazione più efficienti.

Le conseguenze non sarebbero uguali per tutti i settori e per tutte le aree del Paese. Commercio e turismo vedrebbero con favore più luce nel tardo pomeriggio e in serata, che potrebbe favorire le attività e la frequentazione degli spazi pubblici. Un’alba più tardiva nei mesi invernali solleva invece preoccupazioni per l’agricoltura, l’edilizia e il turismo montano, oltre che per gli spostamenti mattutini. Il rapporto segnala che l’impatto sarebbe più marcato nel Nord-Ovest.

Il capitolo sanitario resta oggetto di valutazioni diverse. Nel documento si rileva una convergenza sull’opportunità di eliminare le due transizioni annuali, che possono comportare difficoltà di adattamento nei giorni successivi. Non c’è invece accordo sul regime da adottare: parte della comunità della medicina del sonno considera l’ora solare permanente più coerente con i ritmi circadiani, mentre altri esperti ritengono valutabile l’ora legale permanente, a condizione di monitorarne gli effetti sulla salute e sulla sicurezza.

L’indagine apre dunque un confronto che va oltre il prossimo cambio d’ora. La decisione dovrà tenere insieme benefici e criticità, considerando anche le differenze territoriali e l’organizzazione di scuole, servizi e lavoro. Il testo completo è consultabile sul sito della Camera: Leggi qui


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