Ex Carrefour, salta il confronto con NewPrinces: proclamato lo stato di agitazione

Le organizzazioni sindacali contestano le accuse rivolte ai dipendenti e lo stop alle relazioni sindacali. Convocate assemblee in tutti i luoghi di lavoro

Si è chiuso bruscamente il confronto tra il Gruppo GS, controllato da NewPrinces, e le organizzazioni sindacali del commercio. Dopo l’incontro del 15 ottobre con il presidente Angelo Mastrolia, le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione e annunciato assemblee in tutti i luoghi di lavoro.

Secondo i sindacati, durante il tavolo Mastrolia avrebbe comunicato l’interruzione delle relazioni sindacali e del percorso per assumere in New Services il personale attualmente impiegato in appalto. A provocare la rottura sarebbero state anche le dichiarazioni sui dipendenti, indicati genericamente come corresponsabili delle difficoltà dell’azienda, insieme all’annuncio di un inasprimento delle contestazioni disciplinari e di una riduzione del costo del lavoro nel 2027.

Le organizzazioni sindacali dicono di aver accolto con favore il percorso di internalizzazione del personale in appalto, ma contestano l’applicazione di contratti collettivi che, a loro giudizio, non corrispondono alle mansioni svolte. Una criticità che, sostengono, era stata segnalata già prima dell’acquisizione da parte di NewPrinces. Dopo aver sollevato il problema, riferiscono, sarebbero state accusate di irresponsabilità e di non mostrare gratitudine per il lavoro svolto dall’azienda; a quel punto l’incontro si sarebbe interrotto.
La chiusura del tavolo ha lasciato senza risposta anche altri temi. Tra questi, le politiche commerciali e i cambiamenti negli assortimenti, che secondo i sindacati non starebbero producendo risultati sulle vendite, e la razionalizzazione della rete in franchising. Le organizzazioni segnalano la situazione di alcuni imprenditori falliti, con stipendi non pagati e timori per il trattamento di fine rapporto e per il futuro occupazionale delle persone coinvolte.
Restano aperte anche le questioni legate agli investimenti per il cambio d’insegna e la ristrutturazione dei punti vendita, alcuni dei quali presenterebbero ancora problemi ereditati dalla precedente gestione Carrefour. I sindacati denunciano inoltre un peggioramento delle condizioni di lavoro, che collegano a decisioni aziendali unilaterali e alla disdetta di accordi sull’organizzazione del lavoro, sia nei negozi sia nelle sedi aziendali.
Con la proclamazione dello stato di agitazione, le assemblee serviranno a informare lavoratrici e lavoratori sull’interruzione del confronto e sulle ragioni della mobilitazione. Le organizzazioni sindacali si dicono disponibili a riprendere un dialogo costruttivo, ma giudicano inaccettabili le accuse rivolte indistintamente al personale e la sospensione delle relazioni. «Il nostro compito è rappresentare e tutelare chi lavora», sostengono, precisando che il confronto deve permettere di discutere nel merito le scelte aziendali e le loro ricadute su occupazione, diritti e condizioni di lavoro.
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