Ceis, “Odissea 2” chiusa da lunedì. Il Comune cerca un’accoglienza temporanea per le persone coinvolte

L’assessora Cristina Lodi dice di aver appreso la notizia dalla stampa. Chiesto al Centro di solidarietà di Genova il numero degli ospiti e le loro necessità. «I servizi di bassa soglia e le unità di strada non si fermano e proseguono»

Il Comune di Genova si è attivato per individuare una sistemazione temporanea per le persone accolte dal progetto Odissea 2, che il Ceis, Centro di solidarietà, ha annunciato di voler chiudere da lunedì 19 ottobre. L’obiettivo immediato è evitare che chi oggi usufruisce del progetto o del dormitorio collegato si ritrovi senza un posto in cui stare, ma per valutare quali soluzioni siano praticabili l’Amministrazione attende di conoscere il numero degli ospiti e le loro condizioni.

A riferire la posizione del Comune è l’assessora alle Politiche sociali Cristina Lodi, che si dice sorpresa dall’annuncio, appreso attraverso un articolo di giornale. Secondo l’assessora, la possibile interruzione del servizio non era stata segnalata nei tavoli di co-progettazione avviati dall’Amministrazione con gli enti del Terzo settore, ai quali partecipa anche il Centro di solidarietà di Genova. Quegli incontri, spiega, erano stati organizzati per discutere insieme le questioni sociali e socio-sanitarie, compresi i servizi di assistenza notturna.
Il progetto Odissea 2 è un intervento sperimentale rivolto a persone con dipendenze che vivono in strada nel centro storico. È finanziato dalla Regione Liguria, mentre il Comune sottolinea che i fondi regionali dedicati al contrasto delle dipendenze non arrivano direttamente alle casse comunali. L’Amministrazione considera quindi particolarmente problematico che le difficoltà legate alla prosecuzione del progetto siano emerse pubblicamente a ridosso della chiusura, senza un confronto preventivo che avrebbe potuto consentire di approfondire la situazione e cercare per tempo eventuali alternative.
La priorità, tuttavia, è ora organizzare una risposta per le persone coinvolte. Il Comune ha chiesto con urgenza al Centro di solidarietà di Genova di comunicare quante siano quelle attualmente accolte da Odissea 2 o nel dormitorio collegato, oltre a fornire informazioni sulle singole situazioni e sulle necessità assistenziali. Questi dati, spiega Lodi, serviranno a capire se e per chi sia possibile prevedere un’accoglienza temporanea nei servizi cittadini destinati alle persone senza dimora, in attesa di individuare percorsi più stabili e adeguati.
La disponibilità a valutare una sistemazione non equivale però a una soluzione già definita. La possibilità di inserire gli ospiti nei servizi esistenti dovrà essere verificata caso per caso, tenendo conto delle loro condizioni e dei bisogni di assistenza. È su queste informazioni che il Comune intende basare le prossime decisioni, mentre si avvicina la data annunciata per la cessazione del progetto.
Lodi rivendica che l’Amministrazione aveva già affrontato il tema delle persone senza dimora con dipendenze attraverso un sistema di presa in carico costruito insieme alle realtà del Terzo settore cittadino. Nel quadro delle iniziative richiamate dall’assessora rientra anche Odissea 1; a questo percorso si era poi aggiunto Odissea 2, avviato in via sperimentale con il finanziamento regionale. Proprio per la natura condivisa del lavoro, il Comune si aspettava che eventuali difficoltà sulla continuità del nuovo progetto venissero portate al tavolo prima di arrivare a un annuncio pubblico di chiusura.
L’assessora precisa inoltre che l’interruzione di Odissea 2 non comporterà lo stop delle unità di strada né dei servizi comunali di bassa soglia. L’Amministrazione assicura che queste attività continueranno, mentre resta aperta la ricerca di risposte specifiche per le persone che rischiano di perdere l’accoglienza garantita dal progetto e dal dormitorio associato.
Il Comune afferma infine che continuerà a proporre alla Regione iniziative dedicate alle persone con fragilità particolari. Lodi colloca questo impegno nel percorso avviato dal giugno 2025, in coerenza con le linee programmatiche della giunta e con l’indirizzo della sindaca Silvia Salis. Nel breve periodo, però, la questione più urgente resta ottenere dal Centro di solidarietà di Genova il quadro degli ospiti e delle loro necessità, così da poter valutare rapidamente quali persone possano essere accolte nei servizi cittadini e con quali modalità.
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