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Ericsson, a Genova la procedura di esubero resta aperta. Slc Cgil: «La mobilitazione continua»

Nelle assemblee di oggi l’azienda ha confermato la riduzione del personale. Per il sito genovese le uscite potrebbero interessare circa il 45% degli addetti. Il sindacato denuncia la distanza tra gli annunci di un ritiro dei licenziamenti e quanto comunicato al tavolo ministeriale

La procedura di riduzione del personale di Ericsson è ancora in corso e la mobilitazione sindacale prosegue. È quanto riferisce il Slc Cgil (Sindacato lavoratori della comunicazione) dopo le assemblee svolte oggi con il personale. La conferma aziendale, secondo il sindacato, alimenta la preoccupazione tra i lavoratori, soprattutto per le conseguenze sul sito di Genova.

«I fatti sono ben lontani dalle dichiarazioni della presidente del Consiglio, che ha parlato di ritiro dei licenziamenti», ha dichiarato Daniele Carchidi, della segreteria nazionale della Slc Cgil, presente alle assemblee insieme alla segretaria generale genovese Sonia Montaldo e al segretario generale della Cgil di Genova Alessandro Pagano. Carchidi riferisce che l’azienda ha confermato la procedura, pur indicando la volontarietà come modalità preferenziale per le uscite. Per Genova, questo comporterebbe comunque una riduzione di circa il 45% dell’attuale personale.

Il confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 5 ottobre aveva aperto alla possibilità di chiudere la procedura con un accordo sindacale. In quella sede l’azienda aveva prospettato come criterio la “non opposizione al licenziamento”, con un incentivo all’uscita pari a 48 mensilità e la conclusione dei rapporti entro il 31 dicembre 2026. La proposta, però, non equivale al ritiro della procedura e non risulta che sia stato raggiunto un accordo.

Carchidi avverte che, in assenza di un’intesa, il 26 novembre potrebbero partire le lettere di licenziamento. Il sindacato contesta quindi le dichiarazioni che presentano la vertenza come superata e sostiene che gli incentivi all’esodo, da soli, non siano sufficienti a tutelare l’occupazione.

Per la Slc Cgil servono interventi strutturali sul settore delle telecomunicazioni, strumenti per gestire gli effetti della digitalizzazione e una politica industriale capace di sostenere gli investimenti e difendere i livelli occupazionali. Il sindacato chiede alla città, alle istituzioni e alla politica di continuare a sostenere la vertenza, che considera ancora aperta.


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