Parco di piazzale Kennedy, dubbi sul progetto: Ferrante ricostruisce tempi e vincoli. Il piano è quello della vecchia giunta

In Consiglio comunale il consigliere Mario Caraffini (Pd) ha chiesto chiarimenti sulle differenze rispetto alle prime immagini del parco. L’assessore ai Lavori pubblici ha detto che il progetto ereditato non è stato modificato e che i tempi del finanziamento europeo non consentivano di riaprire l’iter

L’apertura del nuovo parco di piazzale Kennedy ha riacceso il confronto sull’aspetto dello spazio centrale e sulla sua corrispondenza con le prime immagini circolate del progetto. Nell’articolo 54 discusso oggi in Consiglio comunale, il consigliere del Partito Democratico Mario Caraffini ha chiesto all’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante di chiarire le scelte progettuali, le caratteristiche dell’area e le ragioni delle differenze percepite dai cittadini.

Ferrante ha premesso che l’amministrazione non ha presentato l’apertura come un’inaugurazione: ha detto di aver «aperto i cancelli». Secondo la sua ricostruzione, il progetto realizzato è quello ricevuto dalla precedente amministrazione e non è stato modificato. Le immagini che hanno alimentato il confronto, ha aggiunto, non sarebbero tutte riferite alla versione finale: tra queste ci sarebbe anche un rendering dello studio di Renzo Piano risalente a una fase precedente (foto sotto).

Nel ripercorrere la storia del cantiere, l’assessore ha ricordato che nel settembre 2025 nell’area erano ancora presenti i cumuli di sabbia utilizzati per Euroflora e che si dovette chiarire chi avrebbe dovuto rimuoverli. Nel frattempo, l’impresa incaricata dell’autorimessa aveva realizzato una soletta progettata per sostenere carichi elevati. Ferrante ha sostenuto che quest’opera avrebbe comportato oltre tre milioni di euro di costi aggiuntivi, non previsti nel finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza né, a suo dire, deliberati dalla precedente Giunta.
L’appalto del parco, ha spiegato ancora l’assessore, era stato assegnato sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica elaborato da un gruppo di professionisti guidato da Bargone e Associati. Trattandosi di un appalto integrato, i livelli progettuali successivi erano stati sviluppati dall’impresa aggiudicataria con un gruppo di progettazione guidato da Sibilla Associati. Il progetto definitivo era stato approvato dall’Autorità di sistema portuale, proprietaria dell’area, al termine di una conferenza di servizi avviata nel 2023 e conclusa con un decreto del commissario straordinario nell’aprile 2024. Il progetto finale è anche stato visionato da Renzo Piano.
Il punto sollevato da Caraffini riguardava anche la possibilità di correggere l’impostazione prima del completamento dei lavori. Ferrante ha risposto che intervenire su un’opera già appaltata avrebbe comportato la revisione degli elaborati, dei computi, dei prezzi, del capitolato, del piano di manutenzione e del quadro economico. Inoltre, trovandosi in un’area vincolata, sarebbe stata necessaria una nuova relazione paesaggistica da sottoporre alla Soprintendenza, con almeno quattro mesi di attesa; il progetto avrebbe potuto poi dover tornare in conferenza di servizi.
Secondo la stima riferita dall’assessore, l’insieme degli adempimenti avrebbe richiesto otto o nove mesi. Un margine incompatibile, ha sostenuto, con il calendario dei lavori: la scadenza iniziale del finanziamento era fissata al 30 giugno e fu poi prorogata al 31 agosto. Ferrante ha aggiunto che modificare il progetto durante l’appalto avrebbe potuto cambiare le condizioni di gara e aprire la strada a contestazioni da parte delle imprese concorrenti.
Il parco, aperto al pubblico nei giorni scorsi, si estende per circa 13mila metri quadrati, di cui 7mila destinati a verde. Il progetto complessivo per l’area ha previsto un investimento di circa 27,5 milioni di euro; il Comune ha inoltre comunicato la messa a dimora di alberi, arbusti e piante tappezzanti.
In chiusura, Massimo Ferrante ha assicurato che saranno valutati gli aggiustamenti necessari per rendere lo spazio più funzionale e apprezzato.

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