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Ecomafia, Legambiente: la Liguria sale all’ottavo posto: Genova prima provincia del Nord con 963 reati ambientali

Il dossier dell’associazione registra 1.863 illeciti nella regione, in crescita dell’8,3% rispetto al 2024. Il dato più pesante riguarda i reati contro gli animali: la Liguria è seconda in Italia, con Genova che concentra 440 dei 678 casi regionali

La Liguria va in controtendenza rispetto al dato nazionale e continua a salire nella classifica dell’illegalità ambientale. Il dossier “Ecomafia 2026” di Legambiente, basato sui dati del 2025, conta nella regione 1.863 reati: l’8,3% in più rispetto all’anno precedente. La Liguria è così all’ottavo posto in Italia e la prima regione del Nord per numero di illeciti accertati.

Il quadro nazionale è diverso: nel 2025 i reati ambientali denunciati sono stati 35.735, con una diminuzione del 12% rispetto al 2024. Le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno effettuato oltre 1,46 milioni di controlli, sostanzialmente stabili sull’anno precedente. Sono però aumentati gli illeciti amministrativi, arrivati a 77.895: sommati ai reati, portano a 113.630 le violazioni ambientali rilevate in Italia, circa 311 al giorno.

La graduatoria regionale è guidata da Campania, Sicilia e Puglia. La Liguria, con 1.863 reati, precede di poco la Lombardia, ferma a 1.822. Nel commentare il dato, il presidente di Legambiente Liguria Stefano Bigliazzi osserva che la dimensione contenuta del territorio rende il numero particolarmente significativo e sostiene che un confronto in rapporto alla popolazione collocherebbe la regione in una posizione ancora più critica. Riconosce il lavoro delle forze dell’ordine, ma richiama anche la crescita di forme di criminalità che operano attraverso attività e imprese apparentemente legali. «È fondamentale accendere un faro su queste dinamiche», afferma.

Genova prima provincia del Nord

Nella classifica provinciale Genova è al settimo posto in Italia e risulta la provincia settentrionale con il maggior numero di reati ambientali: 963. Seguono Savona con 332, La Spezia con 320 e Imperia con 200. Le tabelle provinciali del dossier escludono alcuni dati relativi ai comandi specializzati nella tutela ambientale, del patrimonio culturale e del lavoro; i valori vanno quindi letti secondo il perimetro indicato da Legambiente.

Il capitolo più preoccupante per la regione è quello dei reati contro gli animali. La Liguria è seconda in Italia, alle spalle della Sicilia, con 678 casi. Genova ne registra 440, Savona 122, La Spezia 76 e Imperia 40. Bigliazzi richiama soprattutto la pesca illegale, ma invita a non trascurare il traffico di animali e il bracconaggio. La pesca di frodo, sottolinea, non è un illecito minore: danneggia una risorsa comune e penalizza chi opera nel rispetto delle regole.

Il dossier nazionale conta nel 2025 6.930 reati contro gli animali, quasi diciannove al giorno. In questa graduatoria la Liguria è passata dal terzo al secondo posto. Secondo l’analisi di Legambiente, tra i fenomeni da contrastare rientrano la cattura e il commercio illegale di fauna, il bracconaggio, i traffici di animali da compagnia e le violazioni legate alla pesca.

Rifiuti e cemento, Liguria dodicesima

Dopo i reati contro gli animali, in Liguria il dossier segnala 406 illeciti nel ciclo dei rifiuti, che collocano la regione al dodicesimo posto nazionale. Genova ne conta 129; seguono Savona con 111, La Spezia con 91 e Imperia con 69. In questa filiera sono state denunciate 430 persone a livello regionale e registrati 49 sequestri, secondo le tabelle provinciali.

Sono 317, invece, i reati legati al ciclo del cemento: anche in questo caso la Liguria è dodicesima in Italia. Genova concentra il numero più alto, con 136 casi, davanti a Imperia con 49, La Spezia con 46 e Savona con 44. Nel quadro nazionale il dossier collega questa categoria a fenomeni che possono riguardare abusivismo edilizio, attività di cava e appalti per opere pubbliche.

Per Bigliazzi, la criminalità ambientale non coincide soltanto con episodi di violenza o con le attività tradizionalmente associate alle organizzazioni mafiose. Può insinuarsi nelle filiere economiche, nella gestione dei rifiuti e nelle attività imprenditoriali, rendendo le indagini più complesse. Il presidente di Legambiente Liguria richiama quindi la necessità di tenere alta l’attenzione anche sui reati che si nascondono dietro una facciata di legalità.

Il dossier evidenzia, infine, una criminalità ambientale che cambia forma: a livello nazionale calano i reati complessivi, ma crescono gli illeciti amministrativi e resta elevata la pressione sulle diverse filiere. In Liguria l’aumento dei reati e la posizione di Genova nella graduatoria provinciale delineano una criticità che, secondo l’associazione, richiede controlli costanti e un’azione investigativa capace di seguire i collegamenti tra attività illecite, interessi economici e danni al territorio.


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