Caro carburanti, l’allarme di Croce Bianca e Anpas: «Il sistema dei soccorsi rischia di saltare» – VIDEO

Il gasolio in Liguria è arrivato a circa 2,31 euro al litro. Per la Croce Bianca Genovese il carburante è solo una parte delle spese necessarie a tenere operative le ambulanze. Anpas chiede di riaprire il confronto sui rimborsi e sulla sostenibilità dei servizi, in vista della scadenza dell’Accordo Quadro regionale a fine 2026

«I soccorritori non presentano il conto quando si sale su un’ambulanza. Ma l’ambulanza, per muoversi, quel conto lo presenta ogni giorno». È da questa immagine che la Croce Bianca Genovese parte per richiamare l’attenzione sui costi che le Pubbliche Assistenze devono sostenere per garantire il soccorso e il trasporto sanitario. L’aumento del carburante, sottolinea l’associazione, si aggiunge a spese di manutenzione, assicurazione, pneumatici, revisione e ammortamento dei mezzi, oltre a sanificazione, dispositivi di protezione, materiali sanitari, apparecchiature, formazione e personale.

Il prezzo medio del gasolio self service in Liguria, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 30 settembre, è di circa 2,31 euro al litro. La media nazionale è sostanzialmente analoga. Nel frattempo, Enilive ha annunciato un tetto temporaneo di 2,19 euro al litro per il gasolio nelle proprie stazioni aderenti: una misura limitata alla rete della società e alla durata indicata dall’azienda, che non modifica il prezzo medio rilevato sul mercato.
«Il recente intervento sul prezzo del carburante è certamente positivo perché consente di contenere, almeno temporaneamente, una delle voci di spesa che incidono sulla nostra attività. Ma il problema che poniamo è più ampio e riguarda la sostenibilità complessiva del servizio», afferma Walter Carrubba, presidente della Croce Bianca Genovese. «Quando un’ambulanza parte non vanno considerati soltanto i litri di gasolio consumati: ci sono un mezzo da mantenere efficiente e sicuro, assicurazioni, attrezzature, materiali sanitari, sanificazione, formazione e persone che devono garantire il servizio. Il carburante è soltanto una parte del conto».
Dal 1° gennaio 2026, il sistema regionale riconosce 55 euro per ciascun servizio e 1,15 euro per ogni chilometro percorso. La tariffa è il risultato di aggiornamenti progressivi: la Regione Liguria ha fissato rimborsi pari a 52,40 euro a servizio e 1,05 euro al chilometro dal luglio 2024, poi aumentati nel 2025 e nuovamente dal 2026.
Un esempio aiuta a capire come si compone il rimborso: per un servizio di 100 chilometri, la somma prevista è di 170 euro, tra quota fissa e quota chilometrica. Ma non si tratta di un ricavo netto per l’associazione. È l’importo destinato a contribuire alle spese complessive del servizio, che comprendono il viaggio e l’organizzazione necessaria a renderlo possibile.
Considerando un consumo indicativo di 10-12 litri ogni 100 chilometri, con il gasolio a 2,31 euro al litro il solo carburante costa circa 23-28 euro per quella percorrenza. Il dato varia secondo il tipo di ambulanza, il carico, il traffico e le condizioni d’impiego. Alla spesa di carburante si sommano le altre voci di esercizio e mantenimento del mezzo, oltre ai costi necessari per assicurare la disponibilità continuativa del servizio.
«Non è sufficiente confrontare il rimborso ricevuto con il solo costo del gasolio per stabilire se un servizio sia adeguatamente sostenuto», precisa Carrubba. «Il rimborso deve contribuire a coprire un insieme molto più ampio di costi, perché un’ambulanza deve essere sempre efficiente, assicurata, attrezzata, sanificata e pronta a partire».
La Croce Bianca richiama anche il ruolo del personale. Il volontariato è centrale nell’attività delle Pubbliche Assistenze, ma non elimina i costi necessari a garantire che i servizi siano organizzati e continuativi. «Il volontario mette gratuitamente a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, ma questo non significa che l’intera organizzazione che rende possibile il suo intervento sia priva di costi», osserva Carrubba. Le associazioni devono poter sostenere anche lavoratrici e lavoratori assunti, retribuiti e formati, indispensabili per assicurare pianificazione e operatività.
L’aggiornamento delle tariffe regionali ha riconosciuto l’aumento delle spese sostenute dalle associazioni, ma per Croce Bianca e Associazione nazionale pubbliche assistenze (ANPAS) il quadro continua a evolvere. La Croce Bianca segnala che l’Accordo Quadro, in vigore fino al 31 dicembre 2026, non prevede un adeguamento automatico delle tariffe ordinarie aggiornate nel 2024 in base alle successive variazioni dei costi. Per questo, sostiene l’associazione, il sistema dei rimborsi dovrebbe poter tenere conto degli aumenti significativi delle principali spese di esercizio.
Per Nerio Nucci, presidente di ANPAS Liguria, la scadenza dell’accordo offre l’occasione per affrontare la questione in modo più ampio: «Non possiamo limitarci a discutere il rinnovo dell’Accordo Quadro o il solo adeguamento delle tariffe. È necessario affrontare insieme il nuovo modello dell’emergenza-urgenza, il riordino del trasporto sanitario qualificato, il riconoscimento degli extracosti, la formazione dei soccorritori dell’emergenza sanitaria e la ripresa effettiva dei tavoli territoriali».
La richiesta riguarda quindi sia i rimborsi sia l’organizzazione futura dei servizi. ANPAS e Croce Bianca chiedono alle istituzioni regionali e nazionali di mantenere aperto il confronto, valutare meccanismi di aggiornamento quando aumentano i costi principali e considerare l’intero costo di esercizio delle ambulanze. L’obiettivo, spiegano, è individuare soluzioni che permettano alle associazioni di continuare a garantire i servizi senza trasferire sulle organizzazioni di volontariato un peso economico crescente.
«Non stiamo chiedendo privilegi», conclude Carrubba. «Il volontariato è gratuito, ma il sistema che permette al volontario di essere operativo non lo è». La Croce Bianca Genovese conferma la disponibilità a confrontarsi con le istituzioni e con le altre realtà del soccorso attraverso ANPAS. La preoccupazione espressa dall’associazione è che, senza un equilibrio tra tariffe e costi reali, le difficoltà possano riguardare prima le realtà più piccole e poi estendersi all’intero sistema, con ricadute sui servizi offerti alla cittadinanza.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook. E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.