Striscione alla Daneo, Piciocchi chiede chiarimenti. Bruzzone in aula: «I bambini si sono spaventati»

In Consiglio comunale confronto sulla rimozione del manifesto dedicato alla pace. Il capogruppo di Vince Genova richiama il ruolo della scuola, mentre l’assessora ricostruisce l’accaduto e spiega perché ha chiesto che lo striscione fosse rimesso al suo posto

La rimozione dello striscione dalla scuola Daneo è arrivata in Consiglio comunale con un’interrogazione del capogruppo di Vince Genova, Pietro Piciocchi. Il consigliere ha chiesto chiarimenti all’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone, contestando il coinvolgimento dell’amministrazione e sollevando il tema dell’uso degli spazi scolastici per iniziative che, a suo giudizio, possono assumere una connotazione politica.

Piciocchi ha premesso che la scuola non dovrebbe essere «un luogo di propaganda politica» e che non sarebbe corretto attribuire ai bambini, soprattutto a quelli della primaria, le battaglie degli adulti. Ha quindi chiesto una ricostruzione dei fatti, spiegando che dopo l’episodio erano circolate versioni diverse e, a suo parere, alcune poco verosimili.
Bruzzone ha risposto di essere arrivata alla Daneo pochi minuti dopo l’accaduto. Lo striscione era stato esposto in vista dell’arrivo della fiaccola della pace, attesa alla scuola: l’iniziativa, ha spiegato, prevedeva di parlare della marcia con gli alunni e aveva scelto la Daneo per il suo carattere inclusivo e internazionale.
Secondo la ricostruzione riferita dall’assessora, confermata dai genitori e dai bambini con cui ha parlato, due agenti in borghese si sono presentati mentre gli alunni erano a scuola e hanno rimosso lo striscione. I bambini, ha detto, si sono spaventati. Bruzzone ha quindi chiesto che il manifesto fosse rimesso al suo posto e ha dichiarato di assumersi la responsabilità di quella decisione.
L’assessora ha condiviso con Piciocchi il principio che i bambini non debbano essere strumentalizzati dalla politica, ma ha respinto l’idea che l’iniziativa avesse questo scopo. Ha spiegato che la scuola stava aspettando la marcia della pace e ha richiamato il valore della Daneo come scuola pubblica, laica, democratica e inclusiva. Sul messaggio dello striscione, ha aggiunto, concentrarsi solo sugli asterischi rischia di distogliere l’attenzione dal tema più ampio dell’accoglienza.
Nel suo intervento, Bruzzone ha sostenuto che le scelte politiche incidono concretamente sulla vita dei bambini e che parlarne non significa coinvolgerli in una propaganda. Il confronto in aula ha così riportato al centro l’episodio della Daneo e il diverso significato attribuito dai due consiglieri all’esposizione e alla rimozione dello striscione.
In copertina: combo di un momento della manifestazione di ieri, organizzata dai genitori della Daneo, e dell’assessora Bruzzone
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