Benzina esaurita in alcuni distributori Eni di Genova, automobilisti in coda dopo il taglio dei prezzi. Pompe a secco

Il tetto introdotto oggi fissa il prezzo massimo a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio. La corsa al rifornimento si intreccia con le preoccupazioni dei gestori sui costi delle scorte e sui rimborsi

Benzina terminata in alcuni distributori Eni di Genova e automobilisti in cerca di una pompa ancora rifornita. La corsa al pieno si registra nel giorno in cui è entrato in vigore il tetto volontario ai prezzi deciso dalla compagnia: secondo le segnalazioni raccolte in città, in alcune stazioni il carburante non è più disponibile. Succede, ad esempio, in vale Brigate Partigiane e in via Cantore.

Il prezzo massimo fissato da Eni è di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. La misura è partita oggi, 28 settembre, per un periodo iniziale di 30 giorni, con la possibilità di proseguire fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. L’azienda stima una riduzione di circa 17 centesimi al litro rispetto ai prezzi medi precedenti. Anche il marchio Ip ha avviato un’iniziativa con gli stessi tetti, inizialmente in alcune centinaia di distributori.

Le code e le pompe rimaste senza carburante sono state segnalate anche in altre città italiane nel primo giorno di applicazione del tetto. Il fenomeno coincide con l’aumento della domanda dopo l’annuncio dei prezzi calmierati, ma non sono disponibili dati che permettano di attribuire con certezza le pompe a secco di Genova alla sola corsa al rifornimento.
La riduzione alla pompa ha aperto anche una discussione sulle ricadute per i gestori. Andrea Dameri, direttore di Confesercenti Liguria, ha sostenuto che il price cap dovrebbe essere esteso per legge a tutti i marchi e che i costi non possono ricadere sui titolari delle stazioni di servizio. «Deve essere fatta a livello normativo per tutti i marchi della distribuzione carburante», ha dichiarato, avvertendo che un’applicazione limitata potrebbe alterare la concorrenza e risultare poco efficace.
Il nodo riguarda anche le scorte acquistate prima del ribasso. Secondo Dameri, alcuni gestori rischiano di rivendere a un prezzo inferiore carburante pagato a condizioni più alte, con perdite che potrebbero arrivare a 3-5 mila euro, a fronte dei 1.500 euro previsti da Eni come contributo. Il direttore di Confesercenti ricorda inoltre che il margine dei gestori è fisso, in media fra 3 e 4 centesimi al litro, e che per ogni rifornimento devono anticipare somme rilevanti per acquistare il prodotto.
La situazione, ha aggiunto Dameri, mette sotto pressione anche la liquidità delle stazioni e le voci sulle iniziative degli altri marchi, in assenza di informazioni ufficiali, alimentano l’incertezza nella rete. Da qui la richiesta al governo di coordinare gli interventi sui prezzi e avviare una riforma strutturale del settore. Nel frattempo, a Genova, la disponibilità di benzina varia da distributore a distributore e gli automobilisti in cerca del prezzo più basso rischiano di trovare le pompe già esaurite.
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