Ambiente 

Scolmatore del Bisagno, il Comune chiede più controlli: «Un nuovo punto di monitoraggio a Montanasco»

Dopo le segnalazioni dei residenti e del Municipio, chiesto un confronto tecnico con la Regione sul piano ambientale del cantiere. Dai dati ricevuti emergono superamenti per il PM10 e una criticità acustica

Il Comune chiede di aggiornare e rafforzare i controlli ambientali sul cantiere dello Scolmatore del Bisagno. La richiesta è stata illustrata in Consiglio comunale dall’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, rispondendo all’interrogazione della consigliera Erika Venturini, che chiedeva quali dati fossero disponibili sul monitoraggio dell’opera.

Pericu ha ricondotto l’iniziativa alle criticità segnalate dal Municipio IV Media Val Bisagno e al lavoro svolto dalla Direzione Ambiente comunale. A maggio 2026 gli uffici hanno chiesto alla Regione Liguria di verificare il rispetto delle condizioni ambientali contenute nel provvedimento di Valutazione di impatto ambientale (VIA) del progetto. L’attenzione, ha spiegato l’assessora, riguardava in particolare gli esiti dei controlli previsti dal piano di monitoraggio, che deve accompagnare i lavori delle grandi opere e verificare il rispetto delle condizioni stabilite.

Dal Comune, ha riferito Pericu, non è ancora arrivata una risposta ufficiale alla richiesta. Si è però svolto un incontro con la partecipazione del Municipio, della Direzione Ambiente e di consiglieri, seguito da una visita nell’area del cantiere. L’Amministrazione considera questo passaggio «un’apertura» e ha nuovamente chiesto di poter consultare i dati. Sul tema si sono svolte anche assemblee pubbliche, una delle quali dedicata ai monitoraggi comunali nell’area di Cava Cavalletti.

In seguito, attraverso interlocuzioni informali, il Comune ha ricevuto i rapporti relativi al primo e al secondo semestre del 2025. Gli uffici ne hanno esaminato i contenuti e hanno trasmesso una nota alla Regione per richiamare l’attenzione sui superamenti dei valori di riferimento rilevati per il PM10, parametro particolarmente rilevante per le polveri, una delle criticità più segnalate dai cittadini.

Il sistema di rilevamento della qualità dell’aria, ha ricostruito l’assessora, è composto da cinque stazioni: due nell’area dell’ex canile, due allo sbocco a mare e una in via Emilia. Le postazioni per il monitoraggio acustico sono invece circa sette, anche se il loro numero e la loro collocazione possono variare in base alle esigenze delle rilevazioni.

Per il biossido di azoto i dati esaminati non avrebbero evidenziato particolari criticità. Sul rumore, invece, è stato registrato un singolo superamento. Il quadro, ha precisato Pericu, deve essere valutato anche tenendo conto dell’evoluzione dell’area di lavoro e della necessità di verificare con continuità gli effetti delle attività del cantiere.

È per questo che il Comune ha chiesto alla Regione l’apertura di un confronto tecnico per rivedere il piano di monitoraggio ambientale. L’obiettivo è adeguare i controlli alle modifiche intervenute nell’area dei lavori e aumentare la frequenza delle campagne di misurazione. Tra le proposte comunali c’è l’aggiunta di una postazione nell’area dell’ex cava Montanasco, per ampliare la copertura dei controlli.

«Il tavolo tecnico è stato aperto e dialogheremo con la Regione in questa direzione», ha concluso l’assessora. Il confronto dovrà definire come aggiornare il piano e quali ulteriori verifiche attivare, anche alla luce delle segnalazioni arrivate dal territorio.


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