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Ex ospedale di Quarto, lo studentato resta sul tavolo: il Comune cerca un progetto per l’intero complesso

L’assessore Patrone risponde al consigliere Piciocchi (Vince Genova) annuncia nuovi incontri con i proprietari e con operatori interessati alla rigenerazione. Per rendere sostenibile l’intervento servirà un mix di funzioni. Possibili novità entro fine anno

Lo studentato nell’ex ospedale psichiatrico di Quarto è ancora un’ipotesi allo studio, inserita in un progetto più ampio di rigenerazione. In Consiglio comunale l’assessore al Patrimonio Davide Patrone ha risposto all’interrogazione del capogruppo di Vince Genova Pietro Piciocchi, chiedendo tempo per definire una proposta che coinvolga l’intero compendio. Piciocchi ha chiesto conto di un annuncio fatto nei mesi scorsi dalla giunta sulla cui reale attuazione non si sono poi avute notizie.

Patrone ha ricordato che un piano per trasformare le diverse proprietà dell’area risale al 2017, ma non è mai arrivato alla fase attuativa. All’inizio del mandato, ha spiegato, la nuova Giunta ha individuato nella residenzialità universitaria una possibile funzione da approfondire, consapevole della complessità dell’intervento.

Il lavoro procede su due fronti. Da una parte, l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola e gli uffici stanno preparando un quadro complessivo, senza affrontare gli edifici singolarmente. La pianificazione dovrà considerare mobilità e accessibilità, patrimonio verde e recupero degli immobili inutilizzati. Dall’altra, il Comune sta incontrando operatori e sviluppatori interessati a investire nell’area e negli immobili di proprietà di CDP, Cassa Depositi e Prestiti.

Patrone ha riferito che l’ultimo incontro si è svolto il giorno precedente con una società specializzata in rigenerazione urbana. Il confronto con CDP, ha aggiunto, è in corso e prosegue in modo positivo. Dalle valutazioni preliminari emerge però che un complesso di queste dimensioni difficilmente può reggersi economicamente su una sola destinazione. Per questo il Comune sta predisponendo un’istruttoria da sottoporre ai soggetti interessati, con l’ipotesi di affiancare agli alloggi per studenti altre forme di abitare accessibile e temporaneo, oltre a funzioni collegate alla cura.

Su quest’ultimo aspetto pesa la storia dell’ex ospedale e la sua vocazione sanitaria. Patrone ha richiamato la presenza dell’ASL e il legame del luogo con la salute mentale, tema al centro anche del festival Quarto Pianeta. L’obiettivo dichiarato è quindi costruire una proposta che tenga insieme le diverse esigenze, senza limitarsi alla realizzazione di uno studentato.

L’assessore ha annunciato che, insieme a Coppola, il Comune intende riconvocare il tavolo con tutti i soggetti proprietari: ARTE, ASL e CDP. L’incontro servirà a definire un quadro urbanistico complessivo per l’area. Proseguiranno anche i colloqui con gli operatori interessati allo sviluppo del progetto, compresa la componente di residenzialità studentesca.

Nel rispondere a Piciocchi, Patrone ha citato come precedente il bando di SPIM per lo studentato diffuso, che, nonostante i dubbi espressi in una precedente commissione sulla possibilità di trovare operatori, è stato aggiudicato e si avvia alla fase dei lavori. Per l’assessore, l’esempio dimostra che un intervento pubblico può attrarre investimenti privati se costruito su condizioni sostenibili e con obiettivi sociali.

Per l’ex ospedale di Quarto, tuttavia, non c’è ancora un progetto definitivo né un cronoprogramma. Patrone ha detto di contare su aggiornamenti concreti «a breve o entro l’anno», da condividere con il consigliere e con l’Aula.


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