Ambiente 

Caldo, Genova soffoca anche di notte. Lo sgradito record dell’estate 2026: quasi 90 notti tropicali

Temperature minime sopra i 20 gradi per gran parte dell’estate e circa 60 notti con almeno 25 gradi. Secondo i dati diffusi da Arpal, il caldo del 2026 ha superato nettamente anche quello registrato nel 2003 e nel 2022

A Genova il caldo non si è limitato alle ore centrali della giornata. L’estate 2026 è stata caratterizzata soprattutto dalla persistenza delle temperature elevate durante la notte, con valori che hanno reso più difficile trovare sollievo anche dopo il tramonto.

I dati rilevati dall’osservatorio meteorologico storico dell’Università di Genova e pubblicati da Arpal indicano che tra giugno, luglio e agosto sono state registrate quasi 90 notti tropicali. Con questa espressione vengono indicate le notti durante le quali la temperatura minima rimane superiore ai 20 gradi.

Considerando che i tre mesi dell’estate meteorologica comprendono complessivamente 92 giorni, il dato significa che per quasi tutta la stagione le temperature notturne non sono scese sotto quella soglia. Un fenomeno rilevante non soltanto dal punto di vista statistico: l’assenza di un sufficiente raffreddamento nelle ore notturne può prolungare il disagio provocato dal caldo, soprattutto nelle zone urbane densamente costruite.

Ancora più eccezionale è il numero delle notti durante le quali la temperatura minima è rimasta pari o superiore ai 25 gradi. Nell’estate 2026 a Genova ne sono state contate circa 60, il valore più alto rappresentato nella serie storica esaminata. Si tratta di notti che possono essere definite “più che tropicali”, durante le quali anche nelle ore normalmente più fresche il termometro resta su livelli particolarmente elevati.

Il confronto con alcune delle estati più calde del passato rende evidente la portata del fenomeno. Nel 2003, stagione rimasta nella memoria collettiva per l’intensità delle ondate di calore, le notti con minime di almeno 25 gradi erano state circa 40. Un valore simile era stato raggiunto nel 2022. Nel 2026 se ne sono quindi registrate approssimativamente venti in più.

All’anomalia notturna si aggiunge quella delle temperature diurne. I giorni nei quali la massima ha raggiunto o superato i 30 gradi hanno sfiorato quota 50. La media climatica del periodo 1991-2020 è invece di poco inferiore a dieci giorni: il dato dell’estate appena trascorsa risulta dunque circa cinque volte superiore.

Anche in questo caso il paragone con il 2003 è particolarmente significativo. Quell’anno Genova aveva fatto registrare “soltanto” 15 giornate con temperature massime di almeno 30 gradi. Il numero era poi quasi raddoppiato nel 2022, mentre nel 2026 è arrivato vicino a 50: più del triplo rispetto al 2003 e circa una volta e mezza il valore del 2022.

La serie storica mostra una trasformazione progressiva delle estati genovesi. Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta le notti tropicali erano generalmente meno numerose, mentre quelle con temperature minime di almeno 25 gradi rappresentavano eventi decisamente rari. Il cambiamento ha cominciato a diventare più evidente dagli anni Novanta, per poi accelerare nel nuovo millennio.

Gli indicatori analizzati descrivono quindi non soltanto singoli picchi di temperatura, ma un aumento della durata e della persistenza del caldo. Il 2026 emerge come un anno da record tanto per le ore diurne quanto per quelle notturne, con una continuità delle alte temperature che distingue questa estate anche rispetto ad annate già considerate eccezionali.

Il fenomeno, inoltre, non si è concluso con la fine di agosto. Secondo Arpal, anche i primi giorni dell’autunno meteorologico hanno mantenuto temperature nettamente superiori alla media del periodo, con il susseguirsi di ulteriori notti tropicali. Il conteggio potrebbe quindi continuare a crescere.

Per tracciare il bilancio climatico definitivo del 2026 sarà necessario attendere i dati dei prossimi mesi. Le rilevazioni disponibili, tuttavia, mostrano già con chiarezza un’estate genovese segnata da temperature elevate, scarso raffreddamento notturno e valori molto lontani da quelli che caratterizzavano la città nella seconda metà del Novecento.


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