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Guglielmetti, il nuovo piazzale finisce sott’acqua: «Così è impossibile lavorare». E cresce la preoccupazione per il servizio invernale

L’Ugl denuncia gli allagamenti nella nuova area e rilancia l’allarme sul trasporto pubblico: «A venti giorni dall’apertura delle scuole non sappiamo ancora cosa accadrà»

Il nuovo piazzale di Guglielmetti, appena completato, non avrebbe retto alle forti piogge di questa mattina. A denunciarlo è Roberto Piccardo, segretario dell’Ugl, che segnala estesi ristagni d’acqua nell’area utilizzata dai lavoratori del trasporto pubblico.

«Guglielmetti, nuova area, appena terminata, piazzale completamente allagato. La griglia centrale che dovrebbe portare via l’acqua è più alta e si creano i laghi da entrambi i lati», afferma Piccardo. Il sindacalista segnala problemi anche nella zona della tendostruttura utilizzata dagli operai: «La tendostruttura dove lavorano gli operai è allagata. È inconcepibile fare dei lavori in questa maniera: in queste condizioni è impossibile lavorare e arrivare ai bus».

Alla questione degli allagamenti si aggiunge una preoccupazione che, secondo il sindacato, potrebbe diventare ancora più pesante con la ripresa a pieno regime delle attività cittadine e l’apertura delle scuole. Al centro c’è l’organizzazione del prossimo servizio invernale del trasporto pubblico genovese.

«La nostra maggiore preoccupazione è sull’uscita del servizio invernale, che si preannuncia un disastro, fatto di enormi tagli, vista la mancanza di mezzi e di autisti», sostiene ancora Piccardo.

Il sindacato afferma di avere chiesto nuovamente un confronto con l’azienda e con il Comune di Genova. «Non è ammissibile, a venti giorni dall’apertura delle scuole, non avere notizie in merito», aggiunge il sindacalista.

C’è infine il tema delle conseguenze dei disservizi sul personale viaggiante. Secondo il segretario dell’Ugl, eventuali riduzioni delle corse e difficoltà nel servizio rischiano infatti di scaricare la tensione direttamente sugli autisti, che diventano spesso il primo bersaglio delle proteste degli utenti pur non avendo alcuna responsabilità nelle scelte organizzative.


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