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L’orologio fermo alle 10.25, Silvia Salis a Bologna: «La democrazia va difesa ogni giorno»

La sindaca ha partecipato con il Gonfalone cittadino alla commemorazione del 46° anniversario della strage. «Bisogna restare in allerta contro chi alimenta le paure delle persone»

La sindaca di Genova Silvia Salis ha preso parte questa mattina, domenica 2 agosto, alla cerimonia organizzata a Bologna per il 46° anniversario della strage che colpì la stazione ferroviaria.

La strage di Bologna avvenne il 2 agosto 1980, alle 10.25, quando una bomba esplose nella sala d’attesa di seconda classe della stazione centrale. L’attentato provocò 85 morti e oltre 200 feriti, diventando il più grave episodio terroristico dell’Italia repubblicana. Le indagini e le successive sentenze hanno accertato la matrice neofascista dell’attacco e portato alla condanna di diversi esponenti dei Nuclei armati rivoluzionari, oltre a individuare responsabilità nei depistaggi che ostacolarono a lungo la ricerca della verità. L’orologio della stazione, fermo alle 10.25, è rimasto il simbolo della strage e della memoria delle vittime.

Alla commemorazione era presente anche il Gonfalone della città di Genova, portato nel capoluogo emiliano come segno di vicinanza istituzionale e di partecipazione al ricordo collettivo.

A margine della cerimonia, ha sottolineato il valore non soltanto commemorativo, ma anche civile e politico della giornata.

«Oggi ricordiamo uno degli attentati più gravi della storia d’Italia e, insieme, tutte le stragi che hanno devastato il nostro Paese» ha dichiarato la sindaca. «Essere qui significa difendere la memoria e la storia delle istituzioni democratiche della Repubblica».

La sindaca ha poi richiamato il rischio che le strutture democratiche possano essere indebolite anche dall’interno, attraverso l’uso distorto delle paure e degli stessi strumenti della democrazia.

«Questa strage ci ha insegnato che il male può insinuarsi anche nelle istituzioni e tra chi ci è vicino» ha proseguito la sindaca. «Il fascismo, all’inizio, non prese il potere soltanto attraverso la violenza, ma inquinando gli strumenti democratici».

Al centro della riflessione della sindaca anche l’orologio della stazione di Bologna, rimasto fermo sulle 10.25, l’ora dell’esplosione.

«Quell’orologio ci ricorda che gli anticorpi della democrazia devono essere allenati continuamente» ha aggiunto. «Occorre restare sempre in allerta contro chi soffia sulle paure della gente, perché le 10.25 possono essere in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento».

Silvia Salis ha infine ribadito la vicinanza di Genova alla città di Bologna e al sindaco Matteo Lepore, definendo la commemorazione un momento necessario per custodire la memoria di quanto accaduto e trasmetterla alle generazioni future.


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