Sanità Sindacale 

Sale operatorie e personale al privato, la Uil accusa il Gaslini: «Un precedente pericoloso»

La Uil Funzione pubblica di Genova e la segreteria aziendale dell’istituto contestano il progetto sperimentale affidato a Villa Montallegro per ridurre le liste d’attesa. Il sindacato denuncia carenze di organico, mancato confronto e chiede assunzioni stabili al posto delle esternalizzazioni. L’ospedale respinge l’accusa: «Il progetto è temporaneo e serve a ridurre le liste d’attesa pediatriche»

La decisione del Gaslini di affidare a Villa Montallegro una parte delle attività chirurgiche apre un nuovo fronte sindacale. La Uil Funzione pubblica di Genova e la segreteria aziendale dell’istituto pediatrico esprimono una netta contrarietà al progetto sperimentale che prevede il ricorso a sale operatorie, spazi e personale sanitario esterno.

Il sindacato non contesta l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa, ma il percorso scelto per raggiungerlo. Secondo la Uil, l’esternalizzazione delle prestazioni rappresenterebbe una risposta temporanea a un problema strutturale: la carenza di infermieri, operatori sociosanitari e tecnici impiegati nelle sale operatorie.

La delibera, sostengono le organizzazioni sindacali, segnerebbe un passaggio particolarmente delicato perché per la prima volta il Gaslini trasferirebbe al privato non soltanto alcune attività chirurgiche, ma anche una parte dell’organizzazione necessaria a svolgerle. Il progetto affidato alla clinica Villa Montallegro prevederebbe infatti l’impiego di spazi operatori e di personale infermieristico e anestesiologico esterno.

Per la Uil Funzione pubblica, questa scelta confermerebbe una difficoltà di organico denunciata da tempo. Il sindacato afferma che il rallentamento delle attività chirurgiche e l’allungamento delle liste d’attesa sarebbero collegati proprio all’insufficienza del personale disponibile.

Una ricostruzione che, secondo la Uil, entrerebbe in contrasto con quanto sostenuto dall’amministrazione dell’istituto nei mesi precedenti. Durante il tavolo di conciliazione in Prefettura, riferisce il sindacato, il Gaslini avrebbe descritto l’organico come adeguato e persino in crescita, senza però informare le rappresentanze dei lavoratori dell’accordo in preparazione con Villa Montallegro.

La Uil sostiene inoltre che le assunzioni effettuate finora non sarebbero sufficienti neppure a sostituire il personale che lascia il servizio. Al problema del ricambio si aggiungerebbero l’età media elevata dei dipendenti, prossima ai 55 anni secondo il sindacato, e carichi di lavoro progressivamente più pesanti.

Nel documento viene richiamata anche la crescente difficoltà del sistema sanitario pubblico ad attrarre nuove figure professionali. Retribuzioni considerate poco competitive, responsabilità elevate e limitate prospettive di carriera renderebbero sempre più complesso reperire e trattenere infermieri, operatori sociosanitari e tecnici specializzati.

La protesta arriva mentre alcuni lavoratori somministrati, sempre secondo quanto riferito dalle segreterie sindacali, non riceveranno il rinnovo del contratto. Una situazione che la Uil giudica contraddittoria: da una parte l’istituto ricorrerebbe a personale esterno attraverso un accordo con una struttura privata, dall’altra interromperebbe rapporti di lavoro già attivi all’interno del Gaslini.

Il sindacato critica anche il metodo seguito dall’amministrazione. Una decisione di questa portata, sostiene, avrebbe dovuto essere illustrata e discussa preventivamente con le organizzazioni sindacali, soprattutto per le possibili conseguenze sull’organizzazione del lavoro e sul futuro di alcune attività sanitarie.

Il timore espresso dalla Uil è che la sperimentazione possa trasformarsi progressivamente in una soluzione ordinaria. L’affidamento al privato di prestazioni chirurgiche considerate particolarmente richieste potrebbe, secondo il sindacato, aprire la strada a ulteriori esternalizzazioni e indebolire il ruolo del servizio pubblico anche nel settore pediatrico.

«Nessuno mette in discussione la necessità di ridurre le liste d’attesa», precisano la Uil Funzione pubblica di Genova e la segreteria aziendale del Gaslini. La contestazione riguarda però la scelta di utilizzare risorse esterne anziché rafforzare direttamente gli organici dell’istituto.

La richiesta è quella di interrompere il ricorso alle esternalizzazioni e predisporre un piano straordinario di assunzioni stabili. Per il sindacato, soltanto l’aumento del personale interno potrebbe garantire nel tempo la piena operatività delle sale operatorie, ridurre le attese e valorizzare i professionisti che già lavorano nell’ospedale.

Resta ora da conoscere la posizione del Gaslini sulle accuse formulate dalla Uil e sui contenuti operativi dell’accordo con Villa Montallegro. Il confronto riguarda non soltanto la gestione immediata delle liste d’attesa, ma il modello organizzativo futuro dell’istituto e il confine tra sanità pubblica e ricorso alle strutture private.

Aggiornamento – Il Gaslini respinge l’accusa di aver privatizzato una parte dell’attività chirurgica pediatrica. Il progetto avviato presso Villa Montallegro è definito sperimentale e temporaneo: l’istituto utilizza sale operatorie e servizi di supporto esterni, ma mantiene la presa in carico dei bambini, la selezione dei casi, la responsabilità clinica, gli interventi, la documentazione sanitaria e i controlli successivi.

L’obiettivo è ridurre le liste d’attesa per operazioni programmate di bassa e media complessità, senza costi per le famiglie. La misura è stata adottata durante il periodo estivo, anche per la difficoltà di reperire alcune figure professionali di sala operatoria, mentre proseguono le politiche di assunzione.

Villa Montallegro è stata l’unica struttura a rispondere alla manifestazione di interesse rivolta alle realtà sanitarie dell’area metropolitana. Prima dell’avvio sono stati predisposti formazione, protocolli condivisi e procedure di sicurezza. Nelle prime tre settimane sono stati eseguiti 63 interventi pediatrici programmati in regime di day surgery.


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