Banche in ritirata dalla Liguria: 135 comuni senza nemmeno uno sportello

L’indagine della Cna fotografa una desertificazione bancaria più grave della media nazionale: il 57,7% dei comuni liguri non dispone più di una filiale. Il presidente Gianluca Gattini avverte: «La digitalizzazione non può sostituire completamente il rapporto diretto con cittadini e imprese»

Più della metà dei comuni liguri è ormai priva di uno sportello bancario. Su 234 amministrazioni locali, 135 non hanno più una filiale attiva: il 57,7% del totale, una percentuale nettamente superiore alla media italiana. La Liguria risulta così la sesta regione del Paese per diffusione del fenomeno.

A delineare il quadro è un’analisi della Cna sulla progressiva riduzione della rete bancaria territoriale. Un processo che nell’arco di dieci anni ha modificato profondamente l’accesso ai servizi finanziari, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne.

Tra il 2015 e il 2025 gli sportelli presenti in Italia sono passati da 30.258 a circa 19.140. In termini assoluti significa la chiusura di oltre 11 mila filiali, con una contrazione del 36,7%.
Nello stesso periodo è più che raddoppiato il numero delle persone residenti in comuni completamente privi di una banca. Erano circa 2,26 milioni nel 2015, pari al 3,8% della popolazione nazionale; nel 2025 sono diventate 4,84 milioni, l’8,2% dei residenti.
Anche il numero dei comuni coinvolti è cresciuto in modo consistente. Dieci anni fa erano 2.251, mentre oggi sono circa 3.456: quasi il 44% dei comuni italiani non dispone più di una filiale sul proprio territorio.
La situazione ligure appare ancora più delicata per la conformazione geografica della regione e per la presenza di numerosi centri di piccole dimensioni. La chiusura di uno sportello, soprattutto nell’entroterra, può costringere cittadini e imprese a percorrere diversi chilometri per svolgere operazioni che non sempre possono essere gestite facilmente online.
Il fenomeno riguarda in modo particolare i comuni con meno abitanti. Oltre il 96% delle località italiane senza banca conta meno di 5 mila residenti. Nei paesi sotto i mille abitanti, nove comuni su dieci non hanno più uno sportello.
La desertificazione bancaria ha inoltre una forte componente sociale. Nei comuni privi di filiali vivono quasi 1,28 milioni di persone con almeno 65 anni e più di 643 mila ultrasettantacinquenni.
Gli anziani costituiscono il 26,3% della popolazione coinvolta. Per molti di loro l’assenza di una banca vicina rappresenta un ostacolo concreto, sia per le difficoltà negli spostamenti sia per una minore familiarità con applicazioni, identità digitali e procedure telematiche.
Alla progressiva scomparsa degli sportelli nei piccoli centri corrisponde una concentrazione sempre maggiore nei capoluoghi e nelle grandi città. Roma conta 848 filiali, Milano 572, Torino 274, Napoli 200 e Bologna 190. A Genova nel 2025 risultano operativi 174 sportelli.
La riduzione della rete non incide soltanto sulle famiglie. Nei comuni italiani senza banca risultano attive 310.893 imprese, pari al 6% del totale nazionale, con circa 932.600 addetti.
Nei soli 79 comuni che hanno perso l’ultima filiale nel corso del 2025 erano presenti oltre 18 mila unità locali e quasi 55 mila lavoratori. Numeri che, secondo la Cna, mostrano come la chiusura degli sportelli interessi territori nei quali esiste ancora un tessuto economico che necessita di credito, consulenza e relazioni dirette con gli istituti.
«La digitalizzazione può rappresentare un’opportunità, ma non deve trasformarsi in una ritirata indiscriminata dai territori», osserva il presidente di Cna Liguria Gianluca Gattini.
Per una piccola impresa, sottolinea Gattini, il rapporto con la banca non può essere ridotto a un’applicazione o a una procedura automatizzata. «Servono interlocutori capaci di conoscere l’azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti».
Secondo Cna Liguria, un ricorso eccessivo ai sistemi digitali può rendere ancora più difficile l’accesso al credito, soprattutto per le attività di minori dimensioni che non dispongono di strutture amministrative complesse o di competenze finanziarie specialistiche.
La chiusura di una filiale comporta inoltre la perdita di un punto di riferimento quotidiano per il territorio. Un presidio utilizzato non soltanto per prelievi e pagamenti, ma anche per ottenere assistenza, discutere un finanziamento o affrontare situazioni non gestibili attraverso i canali automatici.
Il rischio segnalato dalla Cna è che il ritiro delle banche contribuisca ad accelerare l’impoverimento dei piccoli comuni. Dove scompaiono progressivamente servizi essenziali, uffici e attività commerciali, anche la permanenza delle famiglie e delle imprese diventa più difficile.
Per l’associazione, l’innovazione digitale dovrebbe quindi affiancare la presenza fisica e non sostituirla completamente. La questione riguarda in modo particolare la Liguria, dove la frammentazione territoriale, l’età media elevata della popolazione e le difficoltà di collegamento di molte aree interne rendono più pesanti gli effetti della chiusura degli sportelli.
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