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Venticinque anni dopo il G8, Genova torna a riempire le strade: migliaia in marcia nel nome di Carlo Giuliani

Il corteo nazionale “Nessun rimorso” è partito da piazza Alimonda e attraversa i luoghi simbolo delle giornate del luglio 2001 fino a piazza De Ferrari. In città studenti, attivisti e persone arrivate da tutta Italia e dall’estero. Rafforzati controlli, presidi e vigilanza sugli obiettivi sensibili

Genova torna a camminare dentro la propria memoria. Lo fa venticinque anni dopo il G8 del 2001, lungo le stesse strade che allora furono attraversate da cortei, cariche, scontri e violenze e che oggi vengono percorse da migliaia di persone arrivate per ricordare Carlo Giuliani e rivendicare il diritto al dissenso.

La manifestazione nazionale “Nessun rimorso” è partita alle 17 da piazza Alimonda, il luogo nel quale il giovane manifestante fu ucciso il 20 luglio 2001. Da lì il corteo si è diretto verso il centro, con arrivo previsto in piazza De Ferrari.

Nella folla ci sono studenti, militanti, collettivi, associazioni, attivisti di diverse generazioni e molte persone che vissero direttamente quelle giornate. Altri partecipanti sono arrivati da diverse città italiane e da Paesi europei. Il venticinquesimo anniversario diventa così non soltanto un momento commemorativo, ma anche un’occasione per rimettere in relazione esperienze e movimenti che oggi si confrontano con guerre, riarmo, precarietà e nuove forme di repressione sociale.

Il primo corteo dalla Diaz

La giornata era cominciata davanti alla scuola Diaz, dove nel primo pomeriggio si erano ritrovati quasi mille giovani dell’area antifascista. Da uno dei luoghi più drammaticamente legati al G8 è partito un primo spezzone diretto verso piazza Alimonda.

Durante il percorso sono stati scanditi slogan contro le guerre, lo sfruttamento e le politiche di riarmo. Una volta raggiunto il cippo dedicato a Carlo Giuliani, i manifestanti hanno deposto fiori e un estintore, richiamo simbolico agli ultimi istanti della vita del ventitreenne.

Dalla piazza si è levato più volte il coro «Siamo tutti Carlo Giuliani», mentre continuavano ad arrivare gruppi e delegazioni destinati a comporre il corteo nazionale.

Tra i presenti anche Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, terzo dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 al poligono di tiro di Reggio Emilia.

Anche alcune pubbliche assistenze accompagnano il corteo. Tra queste, quelle della Croce Bianca Genovese.

Un percorso costruito sui luoghi della memoria

Il tragitto della manifestazione attraversa alcune delle strade che più di altre portano ancora i segni del luglio 2001. Da piazza Alimonda il corteo ha imboccato via Odessa e via Montevideo, per poi proseguire verso via Tolemaide, piazza Verdi, via Fiume e via XX Settembre.

Ogni tappa richiama un frammento di quei giorni. Via Tolemaide fu uno dei punti in cui la situazione precipitò, quando il corteo diretto verso Brignole entrò in contatto con le forze dell’ordine e cominciò una lunga successione di cariche, scontri, danneggiamenti e feriti.

Da quel momento Genova visse ore sempre più drammatiche: le violenze dei gruppi black bloc, gli interventi delle forze dell’ordine, i pestaggi, i fermi e gli arresti, fino alla morte di Carlo Giuliani. Nelle ore successive sarebbero arrivati l’irruzione nella scuola Diaz e quanto accaduto nella caserma di Bolzaneto.

Il corteo di oggi ripercorre quella geografia non per ricostruirla come un museo a cielo aperto, ma per collegarla al presente. Nei cartelli e negli interventi degli organizzatori il G8 viene ricordato come un passaggio ancora aperto nella storia dei diritti, dell’ordine pubblico e della libertà di manifestazione.

La protesta davanti alla sede di CasaPound

Subito dopo la partenza, la manifestazione ha attraversato via Montevideo, dove si trova la sede cittadina di CasaPound.

Davanti alla saracinesca è stata realizzata una muratura simbolica in cartongesso con la scritta “zona denazificata”. L’azione si è svolta tra fumogeni e sotto il controllo del servizio d’ordine interno di Genova Antifascista.

Terminato il gesto dimostrativo, il corteo ha ripreso il cammino verso via Tolemaide e il centro cittadino. Botti e e bicchieri pieni di vernice contro il palazzo di Confindustria. Finale tra fumogeni, bandiere e fuochi d’artificio a De Ferrari

Il Genoa Legal Forum: «Difendere oggi la libertà di manifestare»

Alla manifestazione partecipa anche Laura Tartarini, avvocata del Genoa Legal Forum, la rete di legali che negli anni ha seguito numerosi procedimenti legati ai fatti del G8.

«Ancora oggi i diritti dei manifestanti vengono sempre più ridotti e minacciati», ha dichiarato. «Essere presenti significa ribadire che la libertà deve essere preservata».

Secondo Laura Tartarini, gli avvenimenti del 2001 hanno rappresentato un passaggio fondamentale anche dal punto di vista giuridico, perché hanno portato nelle aule dei tribunali il tema delle responsabilità, delle garanzie individuali e dei limiti nell’esercizio del potere.

La legale ha però espresso un giudizio severo sugli effetti prodotti dai processi celebrati negli anni successivi. A suo avviso, dopo una prima fase non sarebbero seguiti cambiamenti sufficientemente profondi nei sistemi di controllo e nelle responsabilità istituzionali.

Controlli rafforzati in tutta la città

La Questura ha predisposto un articolato dispositivo di sicurezza, definito nei tavoli tecnici dei giorni precedenti. La questora Silvia Burdese ha disposto il monitoraggio degli arrivi da fuori provincia, presidi lungo il percorso e vigilanza rafforzata nei pressi degli obiettivi sensibili.

Controlli sono stati organizzati nelle stazioni ferroviarie e alle uscite autostradali. Alla stazione di Brignole un ragazzo sceso dal treno ha spontaneamente consegnato un fumogeno alla polizia di Stato.

Il piano riguarda l’intero calendario delle iniziative per il venticinquesimo anniversario e non soltanto il corteo nazionale. L’attenzione resterà quindi elevata anche nelle giornate successive.

Gli appuntamenti proseguono

Lunedì 20 luglio, nel giorno esatto della morte di Carlo Giuliani, piazza Alimonda ospiterà il presidio “Per non dimentiCarlo”.

Martedì 21 luglio è invece prevista una fiaccolata serale con partenza da piazza Tommaseo e arrivo alla scuola Diaz.

Tre giornate diverse, unite dallo stesso obiettivo: impedire che il tempo trasformi quei fatti in un ricordo distante. Per chi oggi sfila nelle strade di Genova, il G8 non è soltanto un anniversario. È una domanda ancora aperta sul rapporto tra autorità e libertà, sulla tutela dei diritti e sul prezzo pagato da chi, venticinque anni fa, era sceso in piazza per contestare il mondo dei grandi vertici.


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