Oggi a Genova 

Caporalato nei cantieri della nuova diga, azienda irreperibile e operai senza stipendio: «Chi denuncia viene lasciato solo»

La denuncia della Fillea Cgil: dipendenti sospesi da due mesi, senza cassa integrazione né indennità di disoccupazione. Alcuni rischiano di perdere l’alloggio e il permesso di soggiorno

L’azienda è diventata irreperibile, gli operai sono sospesi dal lavoro e da due mesi non ricevono lo stipendio. È la situazione denunciata dalla Federazione italiana lavoratori legno edili e affini Cgil Liguria e Savona per i dipendenti della Rbb, impresa impegnata nel porto di Vado Ligure nella costruzione dei cassoni destinati alla nuova diga foranea di Genova.

«La situazione ha superato ogni limite: la Rbb è sparita. Gli operai sono sospesi dal lavoro e da due mesi non percepiscono stipendio. Molti di loro sono senza una rete familiare di protezione. Alcuni rischiano l’alloggio, altri il permesso di soggiorno. Pensare che questi fatti si verifichino all’interno di un’opera pubblica aggiunge vergogna al dramma», affermano Fabio Marante, segretario generale della Fillea Cgil Liguria, e William Amoretti, segretario generale della stessa categoria a Savona.

La Rbb figurava tra le imprese coinvolte nelle lavorazioni per i cassoni destinati al riempimento e alla realizzazione della nuova diga foranea del porto di Genova. Nei mesi scorsi Fincosit, società committente, aveva rescisso il contratto con l’azienda. Successivamente l’inchiesta della magistratura avrebbe fatto emergere, secondo quanto riferito dal sindacato, una situazione di sfruttamento e caporalato.

A rendere ancora più grave la condizione dei lavoratori è l’assenza, a distanza di due mesi, della cassa integrazione. Gli operai non riescono neppure ad accedere alla Nuova assicurazione sociale per l’impiego, perché l’impresa non risulta reperibile e i rapporti di lavoro non sono stati formalmente interrotti. Una condizione che li lascia senza stipendio, senza ammortizzatori sociali e senza la possibilità di cercare una soluzione stabile.

«Stiamo facendo l’impossibile per aiutare questi lavoratori, che vivono in una condizione di estrema precarietà», spiegano Fabio Marante e William Amoretti. «Stiamo verificando anche la possibilità di utilizzare un programma regionale contro la tratta, attraverso il quale cercare di ottenere permessi di soggiorno per motivi di giustizia e un’eventuale presa in carico per vitto e alloggio».

Per il sindacato, il caso rischia di produrre un effetto devastante anche oltre la singola vertenza. Il messaggio che potrebbe arrivare agli operai vittime di sfruttamento è che denunciare non garantisce protezione, ma può lasciare senza lavoro, reddito e sostegno. «Se chi è vittima di sfruttamento e decide di denunciare finisce in questa condizione, nessuno lo farà più», avvertono i rappresentanti della categoria.

La Fillea Cgil ha annunciato nuove iniziative per tutelare i dipendenti della Rbb e sollecitare una risposta delle istituzioni, con l’obiettivo di garantire reddito, assistenza e continuità dei documenti a lavoratori rimasti sospesi in un limbo amministrativo e occupazionale.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook. E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts