Saldi estivi al via, ma per la moda lo sconto non basta: «Servono misure strutturali»

Da sabato partono 45 giorni di vendite promozionali in Liguria. Federmoda Confcommercio richiama il peso economico dell’appuntamento, ma avverte: il rilancio dei negozi non si gioca solo sul calendario

Partono sabato 4 luglio in Liguria, come nel resto d’Italia, i saldi estivi 2026. Nella nostra regione dureranno 45 giorni e si concluderanno il 17 agosto, aprendo una fase attesa sia dai consumatori sia dai negozi di moda, in un momento ancora complesso per il commercio di prossimità.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media 201 euro per l’acquisto di capi scontati, pari a 91 euro a persona. A livello nazionale il valore complessivo previsto è di 3,2 miliardi di euro, con 16,1 milioni di famiglie intenzionate ad acquistare durante il periodo promozionale.

Numeri importanti, che confermano il peso dei saldi nell’economia del settore, ma che arrivano mentre tra gli operatori resta aperto il confronto sulla data di avvio delle vendite di fine stagione. Per Federmoda Confcommercio Genova e Liguria, però, ridurre il problema alla sola collocazione sul calendario rischia di semplificare una crisi molto più profonda.
L’associazione riconosce che il disagio delle imprese è reale. Le stagioni commerciali sono sempre più anticipate, i consumi restano deboli e il mercato è cambiato in modo strutturale, anche per effetto delle promozioni continue, della concorrenza online e di un quadro europeo sempre più orientato alla liberalizzazione delle vendite scontate. In questo contesto, spostare di qualche settimana l’inizio dei saldi può essere tema di discussione, ma non può diventare la risposta principale alle difficoltà del comparto.
Federmoda Confcommercio sottolinea che la data unica nazionale dei saldi è stata raggiunta negli anni attraverso un lungo lavoro delle associazioni di categoria e rappresenta un punto di equilibrio. Il dibattito può proseguire nelle sedi istituzionali, ma il futuro del commercio moda, secondo l’associazione, passa da leve più ampie: sostegno ai consumi, investimenti, competitività dei negozi di prossimità, formazione, specializzazione, identità commerciale, innovazione, comunicazione e maggiore equilibrio nella filiera.
I saldi restano comunque un’occasione concreta per acquistare prodotti stagionali a prezzi più accessibili e per sostenere le attività locali. Comprare nei negozi di prossimità, ricorda l’associazione, significa trovare qualità, professionalità e servizio, ma anche mantenere vivo un tessuto imprenditoriale che presidia le strade, contribuisce alla vitalità dei quartieri e dà lavoro.
Federmoda Confcommercio Genova richiama anche alcune regole utili per chi acquista. Il cambio del capo non è automatico e resta generalmente alla discrezionalità del negoziante, salvo il caso di prodotto danneggiato o non conforme, per il quale valgono le tutele previste dal Codice del consumo. Anche la prova dei capi non è obbligatoria, mentre i pagamenti con carta devono essere accettati. I prodotti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda e il prezzo deve essere indicato in modo chiaro, con il prezzo normale di vendita, lo sconto applicato e il prezzo finale, tenendo conto anche della normativa che impone di comunicare il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi.
La posizione dell’associazione è sintetizzata dalla presidente di Federmoda Confcommercio Genova e Liguria Manuela Carena, secondo cui «i saldi restano un appuntamento importante sia per i consumatori sia per le imprese», ma la competitività dei negozi si costruisce durante tutto l’anno e non soltanto nei periodi di promozione.
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