Due morti per il caldo e dieci accessi in pronto soccorso a Genova. Temperature: Pegli la zona più rovente

In 24 ore segnalati casi di disidratazione, sincopi, lipotimie e malori negli ospedali genovesi. Le temperature più alte sono state rilevate nel ponente cittadino e in Valpolcevera

Il caldo estremo comincia a pesare in modo concreto anche sugli ospedali genovesi. Secondo i dati dell’Azienda sanitaria locale 3, tra le 16 di ieri e le 16 di oggi sono stati registrati dieci accessi in pronto soccorso correlabili alle alte temperature, ai quali si aggiungono due decessi indicati come collegati al caldo.

Il quadro più grave riguarda un paziente di 86 anni, già ricoverato da due giorni, e una donna nata nel 1947 arrivata in ospedale già in arresto cardiaco. Entrambi i casi vengono ricondotti agli effetti dell’ondata di calore che sta investendo Genova in queste ore, con temperature elevate e condizioni di forte disagio fisico soprattutto per le persone più fragili.

Al pronto soccorso del Villa Scassi sono arrivati due uomini: un ragazzo di 19 anni con sincope e disidratazione e un uomo di 46 anni con astenia, vertigini e ustione solare. Al San Martino gli accessi correlabili al caldo sono stati quattro: una donna di 87 anni e una di 83 per disidratazione, una donna di 49 anni e una ragazza di 16 anni per sincope.
Al Galliera sono stati registrati altri quattro casi: una donna di 32 anni per lipotimia, un uomo di 33 anni per sincope, una donna di 83 anni per disidratazione e un uomo di 29 anni per sindrome presincopale. Nessun accesso collegabile al caldo, invece, è stato segnalato a Voltri.
A rendere ancora più pesante la situazione sono le temperature rilevate nel pomeriggio in alcune zone della città. Il valore più alto è stato registrato a Pegli, dove alle 16.30 la stazione di rilevamento indicava 34,1 gradi, a 69 metri sul livello del mare. A Pontedecimo, 75 metri sul livello del mare, la temperatura era di 33,2 gradi, mentre a Bolzaneto, 47 metri sul livello del mare, il termometro segnava 32,5 gradi.
Le zone più calde della città risultano quindi il ponente e la Valpolcevera, con valori che si sommano a un quadro di allerta per ondate di calore già elevato. I dati ospedalieri confermano che non si tratta soltanto di disagio, ma di una condizione capace di provocare conseguenze sanitarie serie, in particolare tra anziani, persone fragili, bambini, lavoratori esposti al sole e chi presenta patologie pregresse.
L’indicazione resta quella di evitare l’esposizione nelle ore più calde, bere spesso, non svolgere attività fisica intensa all’aperto e prestare attenzione ai segnali di malessere come vertigini, debolezza improvvisa, confusione, svenimenti o sintomi di disidratazione. In caso di peggioramento delle condizioni, è necessario chiedere assistenza sanitaria senza attendere.
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