Era Massimiliano Delfino l’operaio morto a Voltri: il musicista del Beigua Blues che Genova ora piange

Il 57enne di Arenzano, presidente di Onde Sonore e voce di Radio Arenzano, è morto dopo l’infortunio sul lavoro in via delle Fabbriche. Sindacati e istituzioni chiedono più sicurezza, mentre i social si riempiono di ricordi e cordoglio

Ha un nome e una storia molto conosciuta nel ponente genovese e ligure l’operaio morto ieri dopo il gravissimo infortunio sul lavoro avvenuto in via delle Fabbriche, a Voltri. La vittima è Massimiliano Delfino, 57 anni, residente ad Arenzano. Non era soltanto un lavoratore: per molti era anche un musicista, un organizzatore culturale, una voce radiofonica e una presenza familiare nella scena blues dell’area del Beigua.

L’incidente è avvenuto nella mattinata di ieri, intorno alle 9:30, all’interno di un’azienda della delegazione di Voltri. Secondo le prime ricostruzioni, Delfino sarebbe finito a terra durante un’attività di movimentazione, forse per un malore o dopo avere inciampato, battendo la testa. Subito dopo sarebbe stato colpito da una pesante lamiera caduta dal carico di un muletto in manovra. Le sue condizioni sono apparse immediatamente gravissime: soccorso e trasferito in codice rosso all’ospedale San Martino, è morto nel tardo pomeriggio. Sul posto sono intervenuti i tecnici della prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro insieme alle forze dell’ordine. La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica e verificare il rispetto delle norme di sicurezza.

La notizia della morte era già stata diffusa ieri. Oggi, però, il dolore ha assunto un volto preciso. Massimiliano Delfino era presidente dell’associazione Onde Sonore, realtà nata dall’esperienza di Arenzano Blues e legata per anni all’organizzazione di eventi musicali tra Arenzano, Cogoleto e Varazze. Tra le iniziative più note c’è il “Beigua Blues Festival”, appuntamento capace di portare nel ponente ligure artisti blues, soul e rhythm and blues. Delfino era anche uno degli speaker di Radio Arenzano. In queste ore i social sono inondati da messaggi di ricordo e cordoglio: amici, musicisti, ascoltatori, conoscenti e persone che lo avevano incontrato negli eventi culturali stanno lasciando testimonianze, fotografie e parole di affetto per salutarlo.
Durissime le reazioni sindacali dopo l’ennesima morte sul lavoro. La Camera del Lavoro di Genova parla di una situazione non più tollerabile e ricorda che nei primi quattro mesi del 2026 in Liguria sono state presentate 6.130 denunce di infortunio, con un aumento del 4 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e dieci casi mortali. Per la Cgil non bastano più le dichiarazioni di cordoglio: servono investimenti immediati in formazione, controlli e prevenzione, perché la sicurezza non può essere considerata un costo.
Anche la Cisl Liguria interviene con il segretario generale Luca Maestripieri, che chiede di non parlare di fatalità e di trattare la sicurezza come una vera emergenza nazionale. Secondo Maestripieri, ogni grave infortunio deve obbligare istituzioni, imprese e parti sociali a interrogarsi su prevenzione, formazione, organizzazione del lavoro, controlli e responsabilità. La produzione, sottolinea il sindacato, non può mai venire prima della vita.
Sulla stessa linea la Uil Liguria. Giuseppe Gulli, segretario organizzativo con delega alla sicurezza, definisce la morte di Massimiliano Delfino «l’ennesimo omicidio sul lavoro» e chiede che vengano accertate fino in fondo le responsabilità. Per il sindacato, dietro tragedie come questa ci sono spesso ritmi, appalti, formazione insufficiente e controlli inadeguati. «Il lavoro deve dare dignità, non togliere la vita», afferma Gulli, esprimendo vicinanza alla famiglia e ai colleghi.
Il cordoglio arriva anche dalle istituzioni. La sindaca Silvia Salis esprime, a nome dell’amministrazione comunale, vicinanza alla famiglia e ai colleghi di Massimiliano Delfino, parlando di una tragedia che colpisce profondamente tutta la città. Di fronte a una nuova morte sul lavoro, la sindaca richiama la responsabilità comune sulla tutela della vita e della sicurezza: chi esce di casa per lavorare deve poter avere la certezza di tornare dalla propria famiglia.
Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci parla di una vicenda che addolora profondamente e rivolge le condoglianze alla famiglia e ai colleghi della vittima. «La sicurezza sul lavoro non è un’opzione, è un dovere», dichiara Bucci, assicurando l’impegno della Regione su controlli e investimenti per prevenire nuove tragedie.
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