Piscine nel Parco di Portofino, scontro totale: il Movimento 5 Stelle accusa la Regione e alza il muro

Il gruppo attacca la variante al Piano del Parco in discussione in Commissione Ambiente e parla di rischio “cemento d’élite” dentro l’area protetta

Si accende lo scontro politico sul futuro del Parco di Portofino. Il Movimento 5 Stelle Liguria ha preso posizione contro la variante al Piano del Parco approdata oggi in Commissione Ambiente, contestando con durezza l’ipotesi di consentire la realizzazione di piscine interrate all’interno di alcune strutture turistiche storiche comprese nell’area protetta. Per i pentastellati si tratterebbe di un segnale politico grave, perché arriverebbe in una fase in cui, sostengono, la Liguria dovrebbe concentrare ogni sforzo sulla tutela ambientale e sulla fragilità del territorio.

A intervenire, a margine dei lavori della commissione, è stato il capogruppo regionale Stefano Giordano, che ha rilanciato anche le preoccupazioni espresse dagli attivisti del gruppo territoriale del Tigullio. Nella lettura del movimento, la discussione sulle piscine rappresenterebbe un nuovo tassello di un progressivo allentamento delle tutele nell’area di Portofino, già finita al centro delle polemiche nei mesi scorsi per il ridimensionamento del progetto di parco nazionale. Il punto politico sollevato dal partito è netto: secondo M5S, il valore di Portofino non può essere misurato sulla capacità di attrarre strutture sempre più esclusive, ma deve restare legato alla sua identità naturalistica, paesaggistica e ambientale.

Nel mirino finisce anche l’idea che questi interventi possano diventare un fattore di sviluppo per il territorio. I cinque stelle contestano proprio questa impostazione e sostengono che il rischio concreto sia quello di aprire una breccia destinata ad allargarsi nel tempo. Il timore dichiarato è che un eventuale via libera per complessi di pregio possa trasformarsi in un precedente difficile da contenere, fino a rendere più complicato opporsi ad altri scavi o ad altri interventi simili in contesti privati interni al perimetro protetto.
La critica politica, dunque, va oltre il singolo provvedimento e chiama in causa una visione complessiva della gestione del promontorio. Per il movimento, la discussione sulle piscine si inserirebbe in una linea che punta a ridurre progressivamente i vincoli ambientali in nome di interessi economici e turistici rivolti a una fascia ristretta. Una prospettiva che, secondo Stefano Giordano e il gruppo regionale, finirebbe per allontanare Portofino dall’idea di patrimonio collettivo e bene comune.
Il Movimento chiede quindi al Consiglio regionale di fermare la variante e di riportare al centro la difesa di un ecosistema considerato delicato, fatto di equilibrio tra bosco, costa e mare. La battaglia, annunciano i pentastellati, andrà avanti sia nelle sedi istituzionali sia insieme ai comitati e alle associazioni ambientaliste che si oppongono a nuove trasformazioni nell’area del parco.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.